Rho

 

 

 

Comune dell’area nord-ovest di Milano, conta 50.558 abitanti (dato del maggio 2015), distribuiti tra il nucleo urbano principale e le frazioni Lucernate, Mazzo, Passirana e Terrazzano. Il paese ha un’estensione territoriale di circa 22,32 kmq, dei quali 2,03 sono parte del Parco Agricolo Sud Milano.
L’amministrazione comunale è retta da una giunta di centrosinistra, che ha nel PD la forza politica di maggioranza e in Pietro Romano il sindaco in carica.

 

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Da vedere

 

Santuario dell’Addolorata
La prima pietra del Santuario fu collocata da San Carlo Borromeo nel 1584. Si tratta di uno dei maggiori santuari mariani della Lombardia, costruito in omaggio a un miracolo riconosciuto dalla Chiesa cattolica, avvenuto il 24 aprile 1583, quando un’effigie della Madonna avrebbe versato lacrime di sangue. Accanto al santuario sorge il collegio dei Padri Oblati, opera di Giorgio Martinelli.
Al suo interno si possono ammirare tele e affreschi di artisti quali Camillo Procaccini (Bologna 1551 circa – Milano 1625), i fratelli Fiammenghini, Raffaele Casnedi, e Pier Francesco Mazzucchelli, detto Il Morazzone.

 

Basilica di San Vittore Martire
Si tratta della chiesa parrocchiale di Rho, situata nel centro del paese, nell’omonima piazza. È intitolata a san Vittore il Moro, martire del IV secolo, e sorge sull’area un tempo occupata dall’antica chiesa (risalente al VIII secolo) dedicata al medesimo santo.
L’antica chiesa, attestata già in documenti dell’anno 1080, si affacciava, a differenza della struttura attuale, sull’odierna piazza Visconti. Nonostante le opere di restauro del 1596, rimase comunque un piccolo tempio, lungo 18 metri e largo 12 metri. Nel XIX secolo la struttura appariva talmente degradata che si decise un nuovo restauro, con relativo ampliamento sul terreno antistante, allora dedicato alle sepolture. All’avvio dei lavori però si optò per abbatterla completamente, sostituendola con un nuovo edificio, con la facciata rivolta ad est.
L’odierno tempio è in stile neoclassico. Fu eretto, a partire dal 1834 e completato nel 1847, su disegni degli architetti Besia e Aluisetti. Il primo progetto prevedeva due torri campanari alte circa 34 metri, ma nel 1889 si riscontrarono dei problemi di stabilità e si decise quindi di abbattere quella di sinistra. Il campanile fu poi ampliato ad opera del Perucchetti, che lo portò all’altezza di 58,40 metri. Il pronao, caratterizzato dal semplice e severo altare, fu realizzato nel 1852 su progetto dell’architetto milanese Giacomo Moraglia. I dipinti sono stati eseguiti da David Beghè di Milano, mentre le sedici vetrate sono opera di Eugenio Cisterna da Roma, con esecuzioni a cura dei pittori Giulio Cesare Giuliani e del milanese Tevarotto. Si possono ammirare anche tele provenienti dalla scuola del Luini e altre opera del Bosoni (Santa Teresa del Bambin Gesù, Via Crucis).

 

Villa Burba Cornaggia Medici
Si trova lungo Corso Europa, tra le principali arterie cittadine: fu edificata intorno alla fine del XVII secolo come residenza di piacere dei marchesi Cornaggia Medici. Era usanza, per le nobili famiglie milanesi di quel periodo storico, esibire il proprio prestigio anche attraverso il possedimento di luoghi di villeggiatura nelle campagne circostanti la città. La struttura principale, ad architettura tipica lombarda, è accessibile attraverso un’ampia corte, al centro della quale spicca una fontana, mentre alcune sculture in ferro battuto ne impreziosiscono i lati.
Così la descriveva sinteticamente il sito dell’ex Provincia di Milano: “Ospitata una mostra permanente di oggetti, mobili e suppelletili che costituivano gli arredi originali della villa tra la fine del 1700 e l’inizio del 1900, e che hanno permesso di ricreare alcuni ambienti originali come una cucina, un salotto e una camera da letto. Una piccola collezione archeologica raccoglie reperti di epoca romana (I-III secolo d.C.) rinvenuti nel corso di scavi in area locale. Nella biblioteca ospitata in questo edificio, trova spazio un’altra mostra permanente: quella delle opere dello scultore Franco Fossa, allievo di Marini, Manzù e Messina. Nel 2006 uno splendido intervento di restauro ha recuperato i corpi rustici, la scuderia, la stalla, il fienile, il filatoio, oltre che una parte del retrostante giardino”.
La villa è dotata, inoltre, di un parco di circa 13.000 metri quadri con alberi secolari ed un’ala comprendente la corte d’accesso ai locali che ospitavano la stalla e il fienile. La villa è divenuta proprietà del comune di Rho nel 1966.

 

Villa Scheilbler Gallarati Scotti
Il monumentale complesso architettonico percepibile oggi è il risultato di diversi interventi realizzati tra il XV e il XIX secolo, i quali hanno modificato l’assetto originario. La struttura principale della villa, di proprietà privata, ha un impianto planimetrico ad U. Le due ali laterali risultano più basse rispetto al corpo centrale. Questo si caratterizza per la presenza sul prospetto nord di un portico a sei aperture con archi a tutto sesto e attualmente chiuso da ampie vetrate. La particolarità consiste nel numero pari delle apertura, scelta compositiva piuttosto insolita. Si riscontra la presenza di numerosi fabbricati di tipo rustico edificati soprattutto nel XIX secolo. Nei terreni collocati a sud rispetto al corpo di fabbrica principale si estende un ampio giardino delimitato su tre lati da un muro di cinta nel quale si inseriscono tre cancelli monumentali, in cui si ravvisano gli stemmi delle famiglie Simonetta e Gallarati Scotti (tratto da Lombardia Beni Culturali).

 

Palazzo Visconti Banfi
Edificato nel 1669 da Ercole II Visconti, il complesso è impostato su un asse prospettico lungo 1.550 metri che va dall’abside del Santuario al corso dell’Olona. Il palazzo conserva ancora l’originaria decorazione pittorica e una notevole serie di ambienti affrescati da A. Lanzani, appartenenti alla fine del 1600 e inizio 1700 a maestri milanesi. Interessante anche il giardino, solo in parte adattato ai predominanti criteri romantici e oggi solo parzialmente accessibile.
Di proprietà privata, è visibile solo dall’esterno.

 

Palazzo Podestarile
Attuale sede del Municipio, fu costruito all’inizio del XX secolo sul modello dei palazzi medioevali: ha l’aspetto di un antico castello, al cui interno un ampio scalone in marmo porta al primo piano, dove sono conservati diversi dipinti provenienti dalla demolita chiesa di San Gervaso e Protaso di Milano: ritratti di santi, Quattro Glorie di Mauro della Rovere detto Il Fiamminghino (1640) e quattro putti di Daniele Crespi (1590-1639). Nella Sala d’arte si trovano alcuni cimeli preziosi appartenuti a Eugenio Tosi, Arcivescovo di Milano e membro della Congregazione degli Oblati di Rho.

 

Feste

 

Dal 1996, nel mese di ottobre si svolge il Palio di Rho, manifestazione nata in ricordo della vita medievale rhodense e della figura semileggendaria di Giovanni da Raude, detto anche Giovanni della Croce, vessillifero dell’esercito crociato durante la prima crocita. L’evento è organizzato dalla Famiglia Rhodense, associazione sorta nel 1988, con l’intento di promuovere e diffondere il patrimonio culturale e le tradizioni della cittadina.  
Al Palio partecipano 11 contrade, tra cui le quattro che rappresentano le frazioni di Rho, a ciascuna delle quali è associato un simbolo: San Vittore (ruota), Cappuccini (saio), Madonna dei Miracoli (Madonna), Pomero (grifone), Cantun Giò (castello), Porta Ronca (roncola), Pasqué (pantera), Ghisolfa (rana), Mazzo (leone rampante), Terrazzano (San Maurizio) e Passirana (albero). La manifestazione viene solitamente aperta dalla sfilata in costumi medievali, che si snoda lungo le vie del centro storico fino a piazza Visconti, dove ha luogo la maggior parte delle prove attraverso cui si assegna il palio. Tra queste, spiccano la giostra dei cavalieri e l’arrampicata sull’albero della cuccagna, ultima sfida prima della proclamazione dei vincitori.

  • • Nel mese di giugno si tiene la festa patronale di Rho, evento generalmente articolato su più fine settimana, tra funzioni religiose, concerti, cene a tema e iniziative d’intrattenimento a cura delle varie associazioni attive sul territorio.
  • • Il terzo fine settimana di settembre ha solitamente luogo la festa patronale della frazione Mazzo. Evento incentrato sulle celebrazioni religiose, che hanno come momento clou la processione con la statua di Maria Ausiliatrice a Santa Croce accompagnata dal corpo bandistico locale. Vi sono inoltre  iniziative ludiche e conviviali.
Rho

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