Quando la cacciata dei contadini
è opera della Diocesi!
Succede a Milano, in Cascina Colombera

13 gennaio 2017 – “Con il vostro lavoro voi garantite il sostentamento primario. Il lavoro della terra è e resterà pilastro insostituibile alla vita buona …”. Così elogiava il lavoro dei contadini nella Giornata nazionale del ringraziamento il cardinale Ettore Scola. E, rivolgendosi a tutti, con in prima fila i responsabili della cinque organizzazioni agricole di ispirazione cattolica, il cardinale continuava: “Il Signore non può tollerare il culto reso agli idoli, in particolare al dio denaro. Parliamo di terra, di lavoro, di casa. Parliamo di lavorare per la pace e di prendersi cura della natura. Ma perché allora ci abituiamo a vedere come si distrugge il lavoro dignitoso, si sfrattano tante famiglie, si cacciano i contadini, si fa la guerra e si abusa della natura”? si chiedeva con le parole di papa Francesco. La sua risposta: perché in un mondo “orfano di Dio si rende un culto idolatrico al denaro”.
Ed è proprio al cardinale che la famiglia Verga, dal 1956 affittuaria della Cascina Colombera di via Gaetano Airaghi, nei pressi di Quinto Romano, dove coltiva mais, frumento e alleva un centinaio di bovini all’ingrasso, si è rivolta per scongiurare la sua cacciata, chiesta proprio dalla Diocesi di Milano, proprietaria di questi 30 ettari, come di tanti altri terreni e cascine, anche nel Parco Agricolo Sud Milano. La Diocesi non ha agito…

Quando la cacciata dei contadini
è opera della Diocesi!
Succede a Milano, in Cascina Colombera

13 gennaio 2017 – “Con il vostro lavoro voi garantite il sostentamento primario. Il lavoro della terra è e resterà pilastro insostituibile alla vita buona …”. Così elogiava il lavoro dei contadini nella Giornata nazionale del ringraziamento il cardinale Ettore Scola. E, rivolgendosi a tutti, con in prima fila i responsabili della cinque organizzazioni agricole di ispirazione cattolica, il cardinale continuava: “Il Signore non può tollerare il culto reso agli idoli, in particolare al dio denaro. Parliamo di terra, di lavoro, di casa. Parliamo di lavorare per la pace e di prendersi cura della natura. Ma perché allora ci abituiamo a vedere come si distrugge il lavoro dignitoso, si sfrattano tante famiglie, si cacciano i contadini, si fa la guerra e si abusa della natura”? si chiedeva con le parole di papa Francesco. La sua risposta: perché in un mondo “orfano di Dio si rende un culto idolatrico al denaro”.
Ed è proprio al cardinale che la famiglia Verga, dal 1956 affittuaria della Cascina Colombera di via Gaetano Airaghi, nei pressi di Quinto Romano, dove coltiva mais, frumento e alleva un centinaio di bovini all’ingrasso, si è rivolta per scongiurare la sua cacciata, chiesta proprio dalla Diocesi di Milano, proprietaria di questi 30 ettari, come di tanti altri terreni e cascine, anche nel Parco Agricolo Sud Milano. La Diocesi non ha agito direttamente: è stato l’Istituto per il sostentamento del clero, tramite la società Consulta che gestisce i beni patrimoniali della Diocesi, ad avere presentato ufficialmente lo sfratto ai Verga. La risposta del cardinale? Pervenuta tramite la segreteria, suggerisce di “continuare a fare riferimento all’Istituto diocesano per il sostentamento clero”.

Tanti costi per gli agricoltori, ma poche certezze

Le tribolazioni di questi contadini sono iniziate ormai nel 2011 quando, alla scadenza del contratto, il rinnovo da parte della Diocesi sarebbe stato concesso a condizione di prendere in carico onerosi lavori di ristrutturazione della cascina, tra cui lo smantellamento dell’amianto e il rifacimento dei tetti. Non è stata quindi la sola richiesta di aumento del canone a mettere crisi la famiglia.
A nostro avviso, è iniquo chiedere a chi paga l’affitto di sobbarcarsi spese di centinaia di migliaia di euro, per poi trovarsi in mezzo a una strada a fine contratto, ovvero dopo pochi anni.
La risposta della famiglia Verga è stata quindi di chiedere che vengano almeno applicate le regole con cui il Comune opera con gli affittuari delle cascine pubbliche: contratti di 15 anni il cui canone può essere utilizzato per la ristrutturazione della cascina. Se effettivamente i lavori sono stati effettuati, concedere una proroga dell’accordo per ulteriori 15 anni.
“Il nostro lavoro, duro e con scarsi guadagni, ha bisogno di certezze  -si sfoga il 45enne Alessandro Verga, che ora conduce l’azienda-. Le banche non concedono crediti senza garanzie, ma una locazione a lungo termine può cambiare le cose: contratti precari rendono praticamente impossibile reperire i fondi necessari. Già  quando i miei genitori, nel lontano1956, sono entrati in cascina hanno provveduto a molteplici migliorie, e anche la mia generazione ha lavorato molto per mantenere al meglio la struttura”.
Intanto la società Consulta della Diocesi prosegue nel suo intento: a ridosso di Natale è arrivato l’ufficiale giudiziario per procedere allo sfratto e, a febbraio, l’ingiunzione diventerà operativa. “Non si può accettare passivamente che ciò accada –  commenta Daniele Albini, vicepresidente del Distretto agricolo milanese, che raggruppa 31 cascine tra cui la Colombera -. Noi siamo a fianco della famiglia e stiamo tentando di mediare per una soluzione ragionevole”.
Anche noi ci schieriamo a fianco dei contadini per scongiurare che a breve, anziani, bambini e tutta la famiglia allargata dei Verga si ritrovi in mezzo a una strada. Sperando che nel frattempo le parole di Scola colpiscano il cuore dei burocrati della Diocesi. Perché non basta predicare bene se poi si razzola male!

Quando la cacciata dei contadini è opera della Diocesi! Succede a Milano, in Cascina Colombera

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