Le cascine del XVI secolo non fanno storia
Anche a Vizzolo si lasciano crollare
per lasciare spazio a nuove residenze

 
13 marzo 2018. Ecco un altro esempio di cascine storiche destinate a svanire, pur se vincolate dalla Soprintendenza dei beni architettonici. Siamo a Vizzolo Predabissi, comune che, già dal 2010, ha adottato un Piano di Governo del Territorio (PGT) in cui si concede alla proprietà di trasformare in residenziale la cascina Sarmazzano, la cui epoca di costruzione è del XVI secolo. Nel secolo successivo viene aggiunto l’edificio della chiesa di Sant’Antonio. Circondata da 90mila mq di terreno agricolo, a distanza di 8 anni, la cascina -disabitata di circa un trentennio, è ormai in uno stato di degrado tale da far ritenere impossibile un qualsiasi riuso della struttura, conservandone almeno in parte le sembianza. È anche vero che -senza mezzi termini- queste cascine, una volta adibite a residenziale, perdono completamente la loro anima. Ma ci rendiamo anche conto che non è facile trovare alternative, anche se su questa cascina abbiamo trovato ben due tesi di aspiranti architetti del Politecnico di Milano nel 2012 e nel 2013.
Ragazzi con un’anima, che…

Le cascine del XVI secolo non fanno storia
Anche a Vizzolo si lasciano crollare
per lasciare spazio a nuove residenze

 
13 marzo 2018. Ecco un altro esempio di cascine storiche destinate a svanire, pur se vincolate dalla Soprintendenza dei beni architettonici. Siamo a Vizzolo Predabissi, comune che, già dal 2010, ha adottato un Piano di Governo del Territorio (PGT) in cui si concede alla proprietà di trasformare in residenziale la cascina Sarmazzano, la cui epoca di costruzione è del XVI secolo. Nel secolo successivo viene aggiunto l’edificio della chiesa di Sant’Antonio. Circondata da 90mila mq di terreno agricolo, a distanza di 8 anni, la cascina -disabitata di circa un trentennio, è ormai in uno stato di degrado tale da far ritenere impossibile un qualsiasi riuso della struttura, conservandone almeno in parte le sembianza. È anche vero che -senza mezzi termini- queste cascine, una volta adibite a residenziale, perdono completamente la loro anima. Ma ci rendiamo anche conto che non è facile trovare alternative, anche se su questa cascina abbiamo trovato ben due tesi di aspiranti architetti del Politecnico di Milano nel 2012 e nel 2013.
Ragazzi con un’anima, che amano il valore della storia rurale: “Con il presente lavoro si vuole evidenziare quanto sia importante il ruolo della conservazione del patrimonio rurale al fine di promulgare i concetti di riuso e promozione dei beni esistenti. Questo lavoro ha sin da subito avuto l’obiettivo di salvaguardare le preesistenze ricercando nuove funzioni da dislocare al suo interno, senza snaturarne la sua valenza rurale. Inizialmente sono state esaminate le problematiche urbanistiche legate alle previsioni contenute negli strumenti di pianificazione territoriale, per poi analizzate tutte le parti storiche legate ai trascorsi della cascina e dei suoi campi in modo tale da ricostruire tutte le componenti che legano l’evoluzione della cascina stessa relativamente all’uso delle sue terre”… “Si è scelto di puntare verso una progettazione che miri alla conservazione e alla valorizzazione dei beni esistenti concependo essa stessa non come un limite per il progettista, ma un plus che stimoli quel rapporto tra passato e presente con una continua ricerca di mediare quei caratteri che altrimenti sembrerebbero inconciliabili” … “Sono state esaminate le problematiche urbanistiche legate alle previsioni contenute negli strumenti di pianificazione territoriale, per poi analizzate tutte le parti storiche legate ai trascorsi della cascina e dei suoi campi in modo tale da ricostruire tutte le componenti che legano l’evoluzione della cascina stessa relativamente all’uso delle sue terre. Successivamente attraverso analisi incrociate tra la domanda richiesta dal territorio e le valutazione di compatibilità dei luoghi sono state delineate le funzioni da inserire all’interno del manufatto e del riuso del suo sistema di paesaggio”, si legge nella prefazione a una delle tesi. Ma facciamoli lavorare questi giovani!

La nostra tesi è classica

La nostra tesi, come sempre, è invece: dal momento che è più semplice ed economico lasciar decadere tutto per non dover poi sottostare alle richieste della soprintendenza, chi vuole costruire stia aspettando il crollo totale per poi partire con nuove costruzioni.
Di positivo c’è che almeno la chiesetta, stando a quanto riportato dal quotidiano Il Cittadino, sarà presto oggetto di reali salvaguardie. 
Addio cascina Sarmazzano. Hai fatto storia, ma non abbastanza per le fameliche esigenze di incassare. Aspettando il crollo definitivo. 

 

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