La Corte Costituzionale conferma:
la caccia non ha alcun valore ambientale!
Regioni libere di limitarla

28 gennaio 2019. Con sentenza depositata il 17 gennaio la Corte Costituzionale ha definitivamente chiarito che le Regioni possono ridurre il numero di specie cacciabili previsto dalla legge nazionale, riconoscendo così piena legittimità alla decisione della Regione Piemonte di rimuovere dal calendario venatorio ben sedici specie di animali selvatici. La Corte Costituzionale ha anche affermato che limitare il numero di specie cacciabili non diminuisce affatto il livello minimo di tutela imposto dalle norme nazionali.
Alla caccia, quindi, non deve essere riconosciuto alcun valore positivo dal punto di vista della tutela dell’ambiente e degli animali selvatici, con buona pace di coloro che ancora credono alla favola del “cacciatore ambientalista”.
“Come LAV (Lega anti vivisezione) -si legge nel comunicato- assieme ad altre associazioni, ci eravamo costituiti nel giudizio alla Corte Costituzionale, sostenendo la decisione della Regione Piemonte attaccata dalle associazioni di cacciatori sostenute dal TAR Piemonte. Quella appena ottenuta si configura quindi come una nuova sentenza epocale che chiarisce anche dal punto di vista giuridico quello che sosteniamo da sempre: la caccia porta solo morte e sofferenza senza alcuna utilità e per questo motivo deve essere vietata!

Per chi desiderasse approfondire la sentenza, clicchi qui

La Corte Costituzionale conferma:
la caccia non ha alcun valore ambientale!
Regioni libere di limitarla

28 gennaio 2019. Con sentenza depositata il 17 gennaio la Corte Costituzionale ha definitivamente chiarito che le Regioni possono ridurre il numero di specie cacciabili previsto dalla legge nazionale, riconoscendo così piena legittimità alla decisione della Regione Piemonte di rimuovere dal calendario venatorio ben sedici specie di animali selvatici. La Corte Costituzionale ha anche affermato che limitare il numero di specie cacciabili non diminuisce affatto il livello minimo di tutela imposto dalle norme nazionali.
Alla caccia, quindi, non deve essere riconosciuto alcun valore positivo dal punto di vista della tutela dell’ambiente e degli animali selvatici, con buona pace di coloro che ancora credono alla favola del “cacciatore ambientalista”.
“Come LAV (Lega anti vivisezione) -si legge nel comunicato- assieme ad altre associazioni, ci eravamo costituiti nel giudizio alla Corte Costituzionale, sostenendo la decisione della Regione Piemonte attaccata dalle associazioni di cacciatori sostenute dal TAR Piemonte. Quella appena ottenuta si configura quindi come una nuova sentenza epocale che chiarisce anche dal punto di vista giuridico quello che sosteniamo da sempre: la caccia porta solo morte e sofferenza senza alcuna utilità e per questo motivo deve essere vietata!

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Chi è la LAV

La LAV, già dal 1977 si batte per la liberazione animale, l’affermazione dei diritti degli animali non umani e la loro protezione, la lotta alla zoomafia e la difesa dell’ambiente. Per l’abolizione della vivisezione, della pesca, della caccia, delle produzioni animali, dell’allevamento, del commercio, degli spettacoli con animali e dell’utilizzo di qualsiasi essere vivente. Inoltre, combatte per la difesa della Terra e dei suoi ecosistemi e lo specismo lottando contro ogni forma di violenza, prevaricazione e sfruttamento, per il rispetto del diritto alla vita, alla dignità e alla libertà di ogni individuo umano e non umano.

 

Corte Costituzionale conferma: la caccia non ha alcun valore ambientale!

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