Tra natura, cascine e castelli,
una gita nel magico Parco Sud
passando da Vernate sino a Lacchiarella

25 agosto 2019. Il Parco Sud Milano non è solo una vasta area dove si è puntato a salvaguardare l’agricoltura una risorsa culturale. Vi si trovano anche numerose strutture di valore architettonico e storico distribuiti in angoli poco conosciuti del territorio. Case e palazzi testimonianze del modo di lavorare e di vivere della civiltà contadina appaiono nel silenzio della campagna attorniati da un reticolo di strade rurali, alzaie dei navigli, percorsi ciclabili (allestiti ed in fase di allestimento), rogge, canali, chiuse e fontanili. Con l’obiettivo di invogliare a visitare il Parco, da qualche tempo presentiamo “gite” nei suo 60 comuni, che potranno entusiasmare non solo gli appassionati d’arte, ma anche quelli che hanno il piacere di girare in bicicletta.
In questa puntata si passa da Vernate -nei pressi della Zona Umida di Pasturago- area di grande valore naturalistico, dove è possibile ammirare una marcita attiva. Dirigendosi a nord di Binasco in direzione Noviglio ci si imbatte nella Cascina Conigo, risalente al XV secolo e circondata da mura, con un ampio arco d’ingresso sul quale spiccano le teste scolpite di buoi e cavalli. In un cortile interno, tra stalle e magazzini, si trova l’Oratorio di S. Maria Nascente.
A Pioltino, frazione di Zibido San Giacomo, nascosta dalla vegetazione che storicamente veniva fatta crescere per ombreggiare, è ancora visibile una antica Ghiacciaia. Nel Comune di Binasco, piazza principale è dall’imponente Castello Visconteo nel XIV secolo a protezione della città di Milano, caratterizzato da pianta quadrangolare, torri angolari e ampio fossato. A Mentirate, nel Comune di Lacchiarella, a nord dell’abitato e lungo la strada che porta a Badile, si trova un Castello rurale risalente al XV secolo, visitabile solo su prenotazione. Ma c’è molto di più: qui sotto trovate le attrazioni dei singoli paesi citati….

Tra natura, cascine e castelli,
una gita nel magico Parco Sud
passando da Vernate sino a Lacchiarella

25 agosto 2019. Il Parco Sud Milano non è solo una vasta area dove si è puntato a salvaguardare l’agricoltura una risorsa culturale. Vi si trovano anche numerose strutture di valore architettonico e storico distribuiti in angoli poco conosciuti del territorio. Case e palazzi testimonianze del modo di lavorare e di vivere della civiltà contadina appaiono nel silenzio della campagna attorniati da un reticolo di strade rurali, alzaie dei navigli, percorsi ciclabili (allestiti ed in fase di allestimento), rogge, canali, chiuse e fontanili. Con l’obiettivo di invogliare a visitare il Parco, da qualche tempo presentiamo “gite” nei suo 60 comuni, che potranno entusiasmare non solo gli appassionati d’arte, ma anche quelli che hanno il piacere di girare in bicicletta.
In questa puntata si passa da Vernate -nei pressi della Zona Umida di Pasturago- area di grande valore naturalistico, dove è possibile ammirare una marcita attiva. Dirigendosi a nord di Binasco in direzione Noviglio ci si imbatte nella Cascina Conigo, risalente al XV secolo e circondata da mura, con un ampio arco d’ingresso sul quale spiccano le teste scolpite di buoi e cavalli. In un cortile interno, tra stalle e magazzini, si trova l’Oratorio di S. Maria Nascente.
A Pioltino, frazione di Zibido San Giacomo, nascosta dalla vegetazione che storicamente veniva fatta crescere per ombreggiare, è ancora visibile una antica Ghiacciaia. Nel Comune di Binasco, piazza principale è dall’imponente Castello Visconteo nel XIV secolo a protezione della città di Milano, caratterizzato da pianta quadrangolare, torri angolari e ampio fossato. A Mentirate, nel Comune di Lacchiarella, a nord dell’abitato e lungo la strada che porta a Badile, si trova un Castello rurale risalente al XV secolo, visitabile solo su prenotazione. Ma c’è molto di più: qui sotto trovate le attrazioni dei singoli paesi citati.

Vernate

Comune a sud-ovest di Milano, conta circa 2.345 abitanti, distribuiti tra il nucleo urbano principale e le frazioni Bell’aria, Coazzano, Merlate, Moncucco e Pasturago. L’estensione territoriale si aggira intorno ai 14 kmq, dei quali 13 sono parte del Parco Agricolo Sud Milano.
Da vedere
Chiesa di Sant’Eufemia 
Antica chiesa dell’XI secolo, è caratterizzata da una sola navata: possedeva un unico altare, sopra il quale, su una parete semi circolare, era raffigurata la figura del battesimo di Gesù e, ai lati, le immagini di San Gerolamo e di Sant’Antonio. Nel corso del XVII secolo, tuttavia, le pareti furono intonacate e gli antichi affreschi vennero completamente cancellati. Oggi se ne trova in parte traccia all’interno dell’annessa cascina. La struttura esterna è rimasta, invece, fedele alla costruzione originale.
Chiesa della Natività di Maria Vergine e oratorio di Mulino Vecchio
 Situata nella frazione Moncucco, risale al XVI secolo. In origine era caratterizzata da un unico altare, al di sopra del quale era raffigurata la Vergine Maria con il Bambino. Tra il 1573 e il 1605, fu poi eretto un oratorio per custodire la Madonna del Pilastrello. La chiesa, di piccole dimensioni, possedeva un solo altare e sul fondo vi si potevano ammirare le raffigurazioni di san Filippo e san Giacomo. 
Oggi la chiesa di Moncucco si presenta sotto una nuova veste, frutto di laboriosi interventi di restauro.
Castello Visconteo
 Situato su una modesta altura, nella frazione Coazzano, fu edificato nel XIV secolo e in seguito adattato a convento delle Clarisse di Pavia. La struttura è caratterizzata da un impianto quadrangolare, con cortile porticato e con loggiato aperto verso sud. Il nucleo originario del complesso è la torre trecentesca, posta sul lato nord, la cui facciata è caratterizzata da un arco cieco a sesto acuto e da tracce del ponte levatoio, utilizzato per superare il fossato che circondava il castello. Oggi l’accesso al forte avviene attraverso un ponte in pietra a due arcate. La facciata est presenta due finestre a sesto acuto con intonaco decorato. All’interno si conservano la scala in pietra, di collegamento tra i piani della torre, due camini in pietra lavorati e la copertura con capriate in legno. Il complesso include, inoltre, il mulino fortificato, un edificio a L adibito a residenza dei contadini, con una sua corte agricola, e un ultimo edificio, ancora a L, a uso stalla e fienile.
Oratorio del SS. Crocifisso
 Edificato in località Coazzano, non distante dal castello visconteo, l’Oratorio del Santissimo Crocifisso fu edificato nel 1357 per volere di Bianca di Savoia, quando ricevette le terre circostanti in dono dal marito Galeazzo II Visconti.
Oratorio San Martino
 Situato nella frazione Merlate, ha origini risalenti all’XI secolo. Se ne trova, infatti, traccia in documenti del 1075, quando Anselmo, figlio del fu Aribolo, abitante a Casorate, donò alla chiesa due appezzamenti di terreno, situati nel territorio di Giudiciolo, villaggio nei pressi di Noviglio, oggi scomparso. 
Altri documenti storici testimoniano che Francesco Bernardino Cermanati, giunto in visita pastorale nel 1566, esortò gli abitanti del luogo a riparare l’oratorio. Raccomandazioni che ebbero seguito, come risulterebbe da atti documentali del 1573, relativi alla visita di san Carlo Borromeo. Il cardinale trovò, infatti, la cappella sufficientemente in ordine, al punto da assegnarle un cappellino, a patto che la popolazione si impegnasse a mantenerlo.
 
Cascina Monterosso
Tipica cascina lombarda del XVIII secolo è tuttora adibita a uso agricolo. È di proprietà della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

Binasco

Situato a sud di Milano, il comune conta circa 7.177 abitanti (dato al febbraio 2014) e si sviluppa intorno al naviglio pavese ed in prossimità del casello autostradale dell’A7. L’estensione territoriale è di circa 3,89 kmq, 1,65 quelli che rientrano nel Parco Agricolo Sud Milano.

Da vedere
Castello Visconteo 
Edificato dai Visconti tra il XIII e il XIV secolo sui resti di una più antica fortificazione, il castello sorgeva al centro di un importante snodo viario tra Milano e Pavia.
Costruito a scopo difensivo, il castello Visconteo, durante il Ducato, divenne anche luogo residenziale in grado di offrire sicura dimora al signore e a vari personaggi di corte nei loro spostamenti all’interno di un dominio ormai saldamente controllato; tuttavia, in tempi di relativa tranquillità non venne mai meno la sua funzione primaria, cioè quella di caposaldo militare e di luogo di detenzione. Su tutto il circondario, che militarmente faceva capo al vicariato di Binasco, stazionavano stabilmente gli armigeri ducali e i comuni vicini erano tenuti a fornire il vitto e l’alloggiamento alle truppe e ai loro comandanti, oltre che provvedere al foraggiamento degli animali al seguito.
Dal punto di vista architettonico, la struttura presenta il tipico aspetto dei castelli viscontei di pianura. Ha pianta quadrangolare allungata, con alte mura merlate in laterizi a vista a cingere un’ampia corte centrale. È ipotizzabile fosse protetto da quattro alte torri angolari quadrate (oggi ne rimangono solo due e ciò lascia aperto il dubbio che l’edificio sia rimasto in realtà incompiuto), nonché circondato da un ampio fossato. L’ingresso principale è collocato in cima ad un piccolo ponte/rivelino. Il cortile presenta un porticato e una loggia, probabilmente di epoca più tarda.
Situato nel centro del paese, il castello è oggi sede dell’amministrazione comunale di Binasco e di altri uffici pubblici.
Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Stefano
 Le fondamenta dell’attuale chiesa parrocchiale furono gettate nel 1750. Sorge dove precedentemente vi era la chiesa di Santo Stefano. I lavori, diretti dall’architetto Giulio Gallori, furono ultimati solo nel 1787, nonostante sulla parete esterna dell’edificio si trovi scolpita la data 1783. Il coro ligneo con stalli in noce, che corona l’abside, apparteneva alla chiesa di Santa Maria in campo, dov’era stato collocato a partire dal 1596, per volontà di Pietro Consalvo de Mendoza, feudatario di Binasco. Venne trasferito nella chiesa parrocchiale dopo il 1805, anno in cui il convento francescano fu soppresso e divenne possesso del Demanio.
Negli anni 1934-35 vennero eseguiti lavori di restauro, con anche l’arricchimento di pregevoli pannelli, opera del trevigliese Giacomo Bellotti, su disegno del pittore e decoratore binaschino Luigi Migliavacca. Vi sono raffigurati i quindici misteri del Rosario, il miracolo della neve del beato Baldassarre Ravaschieri da Chiavari, la vista della beata Veronica a Papa Alessandro VI e l’incontro tra il beato Gandolfo Sacchi e San Francesco d’Assisi. Dallo stesso convento provengono la balaustra, che ora delimita l’altare della Madonna del Rosario e lo stemma dei Mendoza, murato a sinistra dell’ingresso, inciso nel marmo nel 1592 a ricordo dei lavori di ampliamento dell’abside, fatti eseguire da Pietro Consalvo nella chiesa di Santa Maria in Campo. 
All’interno della chiesa si possono ammirare altre due pregevoli opere d’arte provenienti da Santa Maria in Campo: una è l’effigie in rilievo della Madonna col Bambino, risalente alla prima metà del Quattrocento, esposta sul lato sinistro dell’altare della beata Veronica; l’altra è il pancone, situato sul lato sinistro del presbiterio. Il medaglione della grande cupola al centro della navata ospita, invece, un affresco del pittore Schieppati. Eseguito tra il 1784 e il 1788, rappresenta la gloria di S. Stefano davanti al Cristo. Sulle quattro vele sottostanti Luigi Migliavacca affrescò, nel 1945, gli Evangelisti. All’arte del Migliavacca si devono molti dei restanti affreschi e tutto l’ornamento decorativo. Sopra l’altare, che conserva le spoglie della beata Veronica, si trova infine la pala, proveniente dal convento Santa Marta di Milano, opera tardo secentesca del perugino Luigi Pellegrini, detto Scaramuccia.

Lacchiarella

Situato a sud di Milano, il comune conta 8.853 abitanti (dato a febbraio 2014), distribuiti tra il nucleo urbano principale e le frazioni di Casirate Olona, Mettone e Villamaggiore. Notevole l’estensione territoriale: circa 25 kmq, 17,82 kmq dei quali afferenti al Parco Agricolo Sud Milano.
Da vedere
Rocca Viscontea 
L’origine della Rocca risale intorno alla metà del X secolo, all’epoca delle invasioni degli Ungari o Magiari, che erano penetrati in Italia spingendosi sino a Pavia. Lacchiarella era un paese agricolo autosufficiente e aveva nella Rocca, con il suo ponte levatoio, le torri merlate e il fossato intorno, un baluardo essenziale per la sua difesa. Dopo l’anno mille, la Rocca fu interessata dai numerosi scontri tra milanesi e pavesi per il possesso del territorio (famosa la battaglia di Campomorto e la distruzione della Pieve di Decimo), che vide poi l’affermazione di Milano e il consolidamento del suo dominio. Da allora le sue sorti rimasero legate alle vicende storiche del territorio milanese, che, nel periodo tra il XIII e il XV secolo, fu dapprima dominato dai Della Torre o Torriani, poi dai Visconti ed in ultimo dagli Sforza. Subì quindi diversi passaggi di proprietà, fino al 1837, quando fu acquisita da Giuseppe Antonio Beretta, che ne cambiò profondamente fisionomia e destinazione d’uso. 
Fino alla metà degli anni ‘60 la Rocca era un centro vitale per le attività cittadine: qui si tenevano, infatti, feste, balli e attività ricreative che coinvolgevano l’intera comunità ciarlasca. Nei saloni sottostanti vi era la sede di una cooperativa di consumo.
In anni più recenti, la Rocca iniziò a manifestare in maniera evidente i segni del tempo e necessitava di significativi interventi di manutenzione, che avrebbero richiesto risorse impensabili per la società proprietaria. Dal 1992 l’amministrazione comunale manifestò l’interesse all’acquisto dell’immobile: quando entrò in possesso dell’immobile cominciò a elaborare un progetto di recupero. I lavori di ristrutturazione furono avviati nel 1999 per concludersi definitivamente agli inizi del 2003. 
La Rocca è oggi sede della Biblioteca Comunale, mentre al piano rialzato si trovano la Sala Consiliare, una sala a volta destinata alla celebrazione dei matrimoni civili e la sede della Pro Loco. Al primo e al secondo piano sono stati realizzati uffici e sale riunioni che, dal 2014, ospitano parte degli uffici comunali. 
Un ampio terrazzo si affaccia su piazza Risorgimento, mentre il camminamento perimetrale, sito all’ultimo piano dell’edificio, offre una suggestiva vista panoramica del paese.
Cascina Coriasco 
È un’antica struttura risalente alla metà dell’XI secolo, tempo in cui sorgeva l’omonimo borgo. Secondo lo scrittore Teodoro Cavallotti, Cascina Coriasco fu teatro della drammatica storia d’amore tra Zarina, figlia di Matteo Visconti, signore di Milano, e Riccardino Langosco, dell’omonima famiglia di conti di Pavia, nemici dei Visconti. In seguito (intorno al 1300) divenne proprietà delle monache dell’ordine delle Sorelle Umiliate.
Di proprietà del comune da oltre vent’anni, la cascina è stata completamente ristrutturata attraverso due interventi principali: il primo risale al 1996/97 e ha interessato la parte esterna e il caratteristico porticato; l’altro, più recente, ha riguardato l’area interna, con particolare riferimento all’antica stalla, da cui è stato ricavato un ampio salone adatto a ospitare mostre, eventi e cerimonie.
Ancora di proprietà comunale, Cascina Coriasco, con i suoi portici e l’ampio giardino, è spesso teatro di eventi sia pubblici sia privati. Dal 2012 è gestita dalla Cooperativa Sociale Cascina Bianca di Milano, che l’ha resa anche un ristorante dove si tengono pranzi nuziali, cerimonie e banchetti, nell’ambito di un progetto che riguarda soprattutto il reinserimento lavorativo e sociale di ragazzi affetti da problemi di autismo.
Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta 
La piccola chiesa parrocchiale fu costruita nel 1430 su un’area acquistata dai conti Mezzabarba di Pavia. Inizialmente fungeva da parrocchiale provvisoria, in luogo della chiesa di San Martino, scomoda da raggiungere per gli abitanti di Lacchiarella.
La chiesa fu completamente ricostruita dopo il 1584, anno in cui San Carlo Borromeo stabilì di trasferire la parrocchia del borgo di Decimo a Lacchiarella. Per edificare la nuova struttura fu utilizzato il materiale recuperato dalla demolizione della vecchia chiesa. Leggenda vuole che, essendo il costo del trasporto eccessivo, gli abitanti di Lacchiarella costituirono una fila umana lunga sino al borgo di Decimo, passandosi di mano in mano tutto il materiale. I più facoltosi, i fittabili ed i negozianti misero a loro disposizione carri e cavalli, grazie ai quali, tra le altre cose, venne trasportato il dipinto della Madonna delle Grazie, ancora oggi esposto presso l’altare della navata destra. Oggi rappresenta la chiesa principale di Lacchiarella.
Oasi naturalistica di Lacchiarella
 Per gran parte proprietà del Comune, si tratta di un’area di circa 40 ettari, che rientra nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano. Si può raggiungere dalla SP40 Melegnano-Binasco oppure dalla strada comunale per Villamaggiore, utilizzando il percorso ciclo-pedonale ricavato sul lato est dell’Oasi.
Nata dalla volontà dell’editore Federico Ceratti e con il supporto tecnico del naturalista Luigi Andena su un gruppo di fondi in precedenza destinati a uso agricolo, l’area è andata incontro ad un rapido processo di rinaturalizzazione. Qui si possono trovare ambienti estremamente rari nella pianura agricola e l’avifauna, che costituisce una delle principali attrattive dell’Oasi in ogni periodo dell’anno.
Oltre a ospitare varie iniziative didattiche, l’Oasi è visitabile previa prenotazione all’Ufficio Ecologia del Comune di Lacchiarella.

Noviglio

Comune dell’area sud-ovest di Milano, conta circa 4.530 abitanti, distribuiti tra il nucleo urbano principale e le frazioni di Santa Corinna, Conigo, Copiago, Cascina Tavernasco, Mairano (sede del municipio) e Tainate. L’estensione territoriale è di circa 15,59 kmq, dei quali 14,15 rientrano nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano.
Da vedere
Chiesa parrocchiale di San Sebastiano
La piccola Chiesa di San Sebastiano e l’annessa canonica sono ciò che resta dell’antico nucleo di Noviglio. L’elemento di maggiore interesse è il rapporto tra l’area piazza-Chiesa-canonica e gli spazi pubblici circostanti, che costituiscono il centro vitale del paese. 
Originariamente sotto la diocesi della pieve di Rosate, già a partire dal XIII secolo, è attestata come parrocchia dal XVI secolo in poi. Nel 1750, durante la visita dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli alla pieve di Rosate, nella chiesa parrocchiale di Noviglio figuravano le confraternite senza abito del Santissimo Sacramento (eretta il 22 luglio 1715) e del Santissimo Rosario (eretta l’1 aprile 1653). Il numero dei parrocchiani era di 286, 133 dei quali comunicati. Entro i confini della parrocchia di San Sebastiano erano compresi, all’epoca, anche gli oratori di San Marcellino in Arlugo e di San Geronimo in Cavoletto.
La chiesa di San Sebastiano ha continuato a far parte della pieve di Rosate sino alla revisione della struttura territoriale della diocesi, attuata tra il 1971 e il 1972.
Cascina Tavernasco
Situato nell’omonima frazione, il complesso si articola in un primo gruppo di edifici a nord, lungo la strada, con l’oratorio e l’annessa casa del cappellano, le moderne case coloniche e l’edificio colonico detto il castello, unico superstite degli edifici costituenti l’antica corte. Seguono, lungo il viale d’accesso alla corte principale, una cortina di edifici, quali la porcilaia, la corte del casaro, col relativo portico, la pila e la casa colonica. A costituire il lato ovest della corte principale troviamo il caseificio, la falegnameria, l’essiccatoio e la casa padronale. A sud, la corte è invece chiusa dalla casa del fattore, con le scuderie al pian terreno. Il lato est è delimitato da un portico, mentre a nord la corte è chiusa dal nuovo stallone, costruito in seguito a un incendio. Cascina Tavernasco è oggi sede di un’azienda agricola con produzione e nella vendita diretta di riso, latte, formaggi e altri prodotti.
Cascina Castellazzo
Antico nucleo fortificato intorno al XV secolo, è attraversato dalla strada comunale, che lo divide, di fatto, in due corti chiuse. Lungo la strada si trovano il molino e una palazzina, che conserva tracce di elementi architettonici quattrocenteschi, nonostante la trasformazione in case per salariati, più evidente sul ponte occidentale. Sulla corte principale si affaccia un antico edificio castellano caratterizzato da tracce di un affresco con stemma visconteo. La seconda corte, a sud, si apre con un ampio portone sulla strada d’accesso ed è costituita prevalentemente da rustici di antica data. Entrambi le corti sono oggi a uso agricolo.
Cascina Conigo
Situata nella frazione Santa Corinna, si tratta di un imponente complesso circondato da mura e dotato di un ampio arco d’ingresso, sul quale spiccano le teste scolpite di cavalli e buoi. Sul lato destro si trovano gli edifici una volta riservati alle maestranze. In un secondo cortile interno, tra stalle e magazzini, si trova l’Oratorio di Santa Maria Nascente (sec. XVI).
Castello di Mairano e chiesa di San Michele Arcangelo
Risalente al XIII secolo, il complesso è sorto intorno alla chiesa di San Michele Arcangelo e ospita l’edificio fortificato eretto dai Visconti nel XV secolo. Ne faceva parte anche la settecentesca Cascina Mairano, della cui struttura originaria, tuttavia, non resta più nulla. L’area è stata, purtroppo, oggetto di un recente progetto di trasformazione urbanistica, con la costruzione di edifici ad uso residenziale.
Un aspetto che ha caratterizzato per anni questo complesso è la presenza delle cicogne, le quali arrivavano nel mese di aprile per nidificare sul campanile della chiesa di San Michele.
Museo Kartell
Fondato nel 1999 per volontà del suo presidente Claudio Luti, il museo nasce con l’obiettivo di conservare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, ideale, materiale e immateriale dell’omonima azienda, specializzata nella produzione di articoli d’arredo. Al suo interno sono esposti oltre 8.000 oggetti, 5. 000 disegni e 15.000 fotografie, che restituiscono un quadro preciso dell’evolversi della storia di Kartell e della sua produzione: dai materiali plastici adottati alle tecnologie produttive, passando per le strategie di comunicazione e di distribuzione impiegate dal 1949 (anno di fondazione dell’azienda) ad oggi.
L’edificio, progettato dagli architetti Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella, è oggi considerato uno dei più interessanti esempi di architettura industriale in Lombardia. Il percorso interno si sviluppa, invece, in uno spazio espositivo permanente di oltre 2.000 metri quadrati, realizzato su progetto dell’architetto Ferruccio Laviani. 
Il museo è visitabile su prenotazione.

Zibido San Giacomo. Comune dell’area sud-ovest Milano, conta circa 6791 abitanti, distribuiti tra i diversi nuclei urbani che ne costituiscono il territorio: Zibido, San Giacomo, Badile, Moirago e San Pietro Cusico. Si estende per circa 24,60 kmq, dei quali ben 21,56 rientrano nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano.
Da vedere
Chiesa di San Giacomo
Situata presso la piazza del municipio, è la presenza artistica e architettonica più importante della zona. L’edificio è opera di un ignoto quanto notevole architetto del Rinascimento, ma la sua storia pare avere radici molto più antiche, forse, in quanto a fondazione, addirittura di epoca paleocristiana. A questa chiesa è legata la leggenda della sepoltura del corpo di San Giacomo apostolo, avvenuta nell’anno 512 a opera di Sant’Eustorgio, arcivescovo di Milano. Per l’occasione venne costruito un santuario attorno al quale, grazie all’arrivo di pellegrini, si sviluppò un primo gruppo di case. 
L’interno rileva una cospicua decorazione a fresco d’epoca. Attorno all’abside è collocato il cinquecentesco coro ligneo a 20 stalli originari, di cui uno è andato perduto. Il coro è stato restaurato nel 2014 grazie a fondi regionali ed europei. Al centro, a sovrastare la porta che conduce in sagrestia, è l’emblema dei carmelitani, che abitavano il convento soppresso alla fine del Settecento. Di pregevole fattura gli affreschi della cappella di San Giacomo e quello della Madonna col Bambino (1537). Sul sagrato è esposto il sarcofago in serizzo (pietra simile al granito) che, secondo la leggenda, Sant’Eustorgio trasportò da Gerusalemme a Santiago de Compostela. Accanto si trova una colonna in granito rosa sormontata da una croce in ferro, innalzata nel 1630 per aver evitato l’epidemia di peste in corso in Lombardia. Sulla parete del campanile, in sacrestia, si trova il più antico affresco della chiesa, raffigurante un santo con aureola. A destra dell’altare maggiore, infine, si può ammirare la Pietà del 1577, con paliotto in scagliola di marmo.
Chiesa di Santa Maria Assunta
Situata in località Zibido, è una chiesa edificata nel XV secolo, di cui conserva ancora buona parte della struttura. Notevole è la Cappella della Madonna del Rosario, restaurata nel 2014 grazie a fondi regionali ed europei, che conserva una statua lignea della Vergine, circondata dalle magistrali formelle dei Misteri del Rosario. Pregevole la fattura dell’organo sopra il portone d’ingresso. La settecentesca colonna in serizzo sul sagrato, con la croce soprastante, indica l’antica presenza di un cimitero nel giardino adiacente alla chiesa. 
Sul retro si nota la casa dell’orologiaio, con lo gnomone di un’antica meridiana solare oggi perduta.
Chiesa dei Santi Vincenzo e Bernardo
Piccola chiesa che rappresenta, in realtà, uno dei gioielli del paese. Costruita ai primi del ‘600, presenta un interno suggestivamente affrescato. Una lapide ricorda i benefattori di un restauro eseguito nel 1829, fra i quali si ricordano i Salterio, i Melzi d’Eril e i Visconti di Modrone.
Cascina Ca’ Grande
L’elemento storico principale dell’intera struttura è, senza dubbio, la Palazzina Pusterla Busca Pozzi, detta Ca’ Grande, elegante edificio del Quattrocento, nato come casino di caccia, con affreschi di scene cortesi, duelli ariosteschi e stemmi nobiliari. 
Pregevoli i soffitti, con travi in legno a vista, e i maestosi camini interni. Suggestivi anche il mulino in legno azionato ad acqua e il piccolo edificio con l’antico forno. Di forma particolare e diversa tra loro sono i camini sul tetto della Palazzina. 
Oggi la cascina è una grande azienda agricola che produce riso e foraggi per l’allevamento di bovini da latte. La vecchia stalla, aperta al pubblico, funge anche da spazio vendita dei latticini prodotti in azienda.
Cascina San Giovanni
Si trova in località Zibido ed è anche denominata Castelletto. È caratterizzata da una casa-torre del Cinquecento restaurata, che svetta sul prato circostante. L’edificio si sviluppa su tre livelli, con finestre a sesto acuto in cotto. Superato il ponticello d’ingresso e la cancellata in ferro, si trovano, a destra, le case dei contadini in mattoni a vista completamente restaurate e, a sinistra, la vecchia stalla ora ristrutturata. Il nome popolare Castelletto suggerisce la probabile presenza di un’antica fortificazione medioevale preesistente.
Cascina Femegro
Di origine rinascimentale, sorge sulle rovine di un edificio fortificato del XII secolo: lo testimoniano le quattro torri agli angoli della corte, una delle quali ospita la cappella di Sant’Anna. Nel 1700 questo complesso rurale e abitativo, situato tra Zibido e Noviglio, era un comune autonomo. Oggi è una grande azienda agricola, rinomata per il suo sistema di mungitura meccanizzata, per la ruota metallica del mulino, ben visibile anche dall’esterno, e per la piccola ma graziosissima cappella dedicata a Sant’Anna, situata al piano terra di una delle quattro torrette. Qui, oltre a una statua della Madonna in centro all’altare, attorniata da altre reliquie, è notevole una rappresentazione di Maria Bambina, custodita sotto una teca di vetro a destra dell’altare. Nel mese di maggio i fedeli zibidesi si riuniscono nella cappella per recitare il rosario insieme al parroco.
Cascina Salterio
Nella frazione Moirago, quasi affacciato sul Naviglio, si allunga il complesso quattrocentesco di quest’affascinante cascina, composta da più fabbricati e interessata da progetti di trasformazione. I conti Caimi ne furono proprietari dal 1400 al 1836. Maestosa è la casa padronale, con il cortile d’onore e il loggiato lombardo. Oltre la villa si estende l’antico giardino storico, con ghiacciaia, laghetto e limonaia, accanto alla pila. Documenti della metà Settecento, conservati nel prezioso archivio della villa, raccontano che il proprietario, il Conte Agostino Caimi, dichiarasse un possesso di ben 3.000 pertiche, di cui due terzi a risaia.
Musa – Museo Salterio Officina del Gusto e del Paesaggio
Parte della cascina Salterio è oggi sede del Musa  oggi ha sede il museo dedicato al territorio di Zibido San Giacomo. Si sviluppa su due piani per circa 550 mq (orto botanico e portico esclusi). 
Il fabbricato fu realizzato nella seconda metà dell’Ottocento da Luigi Salterio, proprietario dell’omonima cascina, per innovare e ampliare la propria azienda agricola. Acquisito nel 2010 dal Comune a seguito dell’approvazione del Piano di Recupero, è stato destinato a sede museale con un lavoro avviatosi nel 2009. Non è un museo sulla civiltà contadina, bensì un luogo destinato a ospitare varie attività. Si propone di: valorizzare l’agricoltura; organizzare attività didattiche inerenti alimentazione e paesaggio; sostenere la fruizione; costruire sinergie con la realtà culturale milanese e internazionale; connettere la rete delle aziende agricole. Si trova in via Alzaia Naviglio Pavese n. 5, nella frazione di Moirago.
Cascina Santa Marta
 Immersa tra le risaie zibidesi, svetta la torretta ghibellina d’ingresso a questa cascina, tra le più antiche del territorio. Pregevole è all’interno la casa padronale. Situata presso la frazione Moirago, è oggi una cooperativa abitata da una comunità di Memores Domini, oltre che sede di un maneggio e punto vendita di prodotti agricoli.

Itinerario 5 Pasm

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