Il Parco Nord toglie il cemento
e costruisce strade fiorite
dedicate alle api e alla bellezza
6 dicembre 2019. Ieri mattina, in occasione della giornata mondiale del Suolo indetta dalla FAO, in viale Suzzani, proprio ai confini con il Parco Nord, è stato annunciato “il via alla decementificazione” di una rilevante area spartitraffico per costruire una grande aiuola fiorita con specie attrattive per le api. Si tratta di un primo gesto concreto verso la costruzione della più lunga strada fiorita d’Italia che attraverserà il parco da nordest a sudovest, grazie a un’operazione di crowdfunding rivolta ad aziende e singoli cittadini.
Insieme al Comune di Milano e a Legambiente, il presidente Marzio Marzorati ha dato il via con martello pneumatico alla rimozione di una superficie di 400 mq asfaltati, che si trasformeranno in aiuola fiorita attrattiva per le api e gli altri insetti impollinatori. “Ma c’è un ma… Benissimo che ci siano più fiori, più colori e più api, peró non si sacrifichino grandi alberature e un bosco per la grave mutilazione al Parco costituita da Vasca laminazione al confine con Bresso” commentano dall’Associazione Amici del Parco Nord! (altro…)

5 dicembre 2019. Nuove infrastrutture stradali, piastre commerciali e logistiche: sono le protagoniste della nuova fase di consumo e degrado del suolo in Lombardia insieme alle pratiche agricole aggressive, che causano erosione e perdita di sostanza organica (cari agricoltori, garantiteci un cibo più sano e meno dannoso anche per l’ambiente! Sono necessari maggiori sforzi per proteggere i terreni, in modo che siano in grado di far fronte alla crescente domanda di cibo).
3 dicembre 2019. C’è davvero da stupirsi per i tesori che Cristiana Amoruso, responsabile di Italia Nostra Sud Milano, è riuscita a mettere in rilievo con testi e foto: dei 17 scorci medievali proposti, ben 13 si trovano nel Parco Agricolo Sud Milano. Ma quando si riuscirà a capire tutto il valore intrinseco di questo Parco?
29 novembre 2019. La lettura è spesso associata alle pantofole: al caldo, sulla poltrona, lo scorrere delle pagine ti rassicura e dona visioni che nessuna finestra può rendere. Ma a volte le storie raccontate ti danno la singolare sensazione di spronarti a conoscere il tuo territorio, la tua città, comprese quelle periferie misconosciute, ma ricche di storie e bellezze inaspettate.
27 novembre 2019. È il simbolo di una nuova idea di convivenza civile, di accoglienza, di integrazione. Casa Chiaravalle, a poche centinaia di metri dall’omonima Abbazia, con i suoi 1.300 mq di edifici, un terreno di circa 10 ettari, è il secondo bene per estensione confiscato nel 2012 alla criminalità organizzata nel Nord Italia. E, grazie ai lavori della rete di imprese sociali Passepartout, è oggi uno dei migliori esempi di “recupero” delle migliaia di beni sottratti alla mafia.
La villa, di circa 1.300 mq, apparteva “al boss della zona”, arrivato a Milano dalla Calabria e arricchitosi con il traffico di droga, la messa in circolazione di banconote false e l’usura. Ma è stata trasformata da già da tempo un luogo di accoglienza: da immobile sfarzoso, con arredi di pregio, marmi rosa e una sala da bagno di quasi 20 mq e vasca idromassaggio, distrutta dopo il sequestro, Casa Chiaravalle è stata ufficialmente inaugurata lo scorso 20 maggio, dopo lunghi lavori di ristrutturazione ed è oggi una sorta di condominio solidale, unico nel suo genere: è il risultato di un cammino condiviso tra Passepartout Rete di imprese sociali (che riunisce La Cordata, FuoriLuoghi, Tuttinsieme, Progetto Integrazione e Genera) e i partner istituzionali (l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Milano, la Città Metropolitana, MM società metropolitana milanese), il privato sociale e la società civile. Nella ristrutturazione si sono impegnati Passepartout, Bpm Spa e l’associazione Amici di Casa Chiaravalle.