“Che ne dite di un nuovo parco a Piazza d’Armi?”
Post dell’assessore Maran spiazza tutti
Convocato un tavolo: i punti da chiarire
26 luglio 2018. Sembrano improvvisamente andate a buon fine le pressioni dal basso, i convegni e gli argomenti di comitati e associazioni che vedono in Piazza d’Armi a Milano un’area naturalizzata di grande valore della città (clicca qui), che scelte urbanistiche miopi ed errate avevano destinato a essere cementificate.
Ieri mattina l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran ha preso (metaforicamente) carta e penna e ha scritto una comunicazione con questo titolo “Che ne dite di un nuovo parco a Milano?”. Dopo aver ricordato le caratteristiche dell’area e la proposta di dimezzamento delle volumetrie previste inserita nel nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio) milanese appena presentato, la lettera si spinge oltre, proponendo…

25 luglio 2018. Quando si dice che piove sul bagnato. Il lago di Basiglio, splendida area rinaturalizzata, molto apprezzata da amanti del verde e pescatori, ha avuto in questi giorni due mazzate niente male, che ne rendono difficile l’accesso e la frequentazione.
18 luglio 2018. Cementificare sembra essere ancora la parola d’ordine dei nostri amministratori, ammaliati dagli oneri di urbanizzazione che vanno a rimpinguare le casse dei comuni. E, pur se il consumo di suolo si è attestato -tra il 2016 e il 2017- intorno ai 120 mq al minuto, pari a 2 mq al secondo facendo viaggiare a velocità più ridotta l’impermeabilizzazione del Bel Paese, occorre considerare il valore dei costi nascosti che si pagano, valutati da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), tra i 914,5 milioni e poco più di un miliardo di euro, ovvero a un valore compreso tra i 36.066 e i 42.068 euro per ogni ettaro di suolo consumato nel quinquennio 2013-2017.La crescita urbana – ma più in generale l’espansione del costruito e il relativo consumo di suolo – a danno di paesaggi e territori naturali e semi-naturali, è tra i fattori aventi maggior impatto sul cambiamento climatico-ambientale che affligge il pianeta (Foley et al. 2005; Rockström et al. 2009). Nondimeno, è stato osservato come le classi di copertura del suolo caratterizzate dalla presenza di vegetazione (quali ad esempio pascoli, boschi, arbusti, terre coltivate, ecc) siano quelle che maggiormente risentono dei processi trasformativi legati all’urbanizzazione. Detto con semplicità, ma…
17 luglio 2018. Mai nella storia del nostro Paese sono stati effettuati tanti arresti per crimini contro l’ambiente come nel 2017, mai tante inchieste sui traffici illeciti di rifiuti. Dal Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente spiccano infatti le 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016). Un risultato importante sul fronte repressivo frutto sia di una più ampia applicazione della legge 68, come emerge dai dati forniti dal ministero della Giustizia (158 arresti, per i delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, con ben 614 procedimenti penali avviati, contro i 265 dell’anno precedente) sia per il vero e proprio balzo in avanti dell’attività delle forze dell’ordine contro i trafficanti di rifiuti: 76 inchieste per traffico organizzato (erano 32 nel 2016), 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati (otto volte di più rispetto alle 556 mila tonnellate del 2016). Il settore dei rifiuti è quello dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, che sfiorano il 24%.