Il 28 novembre il Tar
dirà la sua sul ricorso di Legambiente per la Tem

Avevamo dato notizia del ricorso al Tar, da parte di Legambiente, che chiede la sospensione dei cantieri avviati in dodici punti diversi. L’udienza sul “caso” avrebbe dovuto svolgersi il 14 novembre, ma è stata rinviata al 28 di questo mese. Lo riporta il quotidiano Il Cittadino, che evidenzia quali sono i motivi della richiesta di stop: il danno erariale, la violazione delle norme di tutela del Parco Agricolo Sud Milano e il mancato rispetto delle opere di interesse locale, garantite con l’Accordo di programma del 2007.

 

Il 28 novembre il Tar
dirà la sua sul ricorso di Legambiente per la Tem

Podestà e PisapiaAvevamo dato notizia del ricorso al Tar, da parte di Legambiente, che chiede la sospensione dei cantieri avviati in dodici punti diversi. L’udienza sul “caso” avrebbe dovuto svolgersi il 14 novembre, ma è stata rinviata al 28 di questo mese. Lo riporta il quotidiano Il Cittadino, che evidenzia quali sono i motivi della richiesta di stop: il danno erariale, la violazione delle norme di tutela del Parco Agricolo Sud Milano e il mancato rispetto delle opere di interesse locale, garantite con l’Accordo di programma del 2007.
Su quest’ultimo punto, lo scorso 9 novembre, il coordinamento dei sindaci per l’asse della Paullese, attraverso i coordinatori Paolo Riccaboni (Spino) e Lidia Rozzoni (Pantigliate) ha inviato una lettera al ministro dell’ambiente Corrado Clini per chiedere più risorse per il prolungamento della metropolitana fino a Paullo e per completare la riqualificazione di tutta la Paullese. Nella stessa lettera si annunciano anche una serie di iniziative nei confronti del comune di Milano, dei parlamentari e dei ministeri competenti per l’attuazione degli accordi di programma già sottoscritti anche dal Governo.

Le motivazioni nello specifico

Tornando alle motivazioni addotte da Legambiente, l’istanza cautelare ipotizza che il giudice amministrativo possa emettere un giudizio di non fattibilità sulla base di tre fattori:
– il quadro finanziario resta esposto a scompensi pesanti (il gruppo TE spa ha in cassa 220 milioni di risorse proprie e 120 di prestito, rispetto a una necessità di 2 miliardi, oneri finanziari compresi);
– l’autostrada si snoda quasi completamente su aree vincolate del Parco Agricolo, con grave danno oltre che per l’ambiente, anche per l’agricoltura, patrimonio misconosciuto dagli amministratori locali e non solo;
– non ci sono i presupposti per onorare l’Accordo di programma di cinque anni fa, che aveva ottenuto il consenso alla Tem di circa 50 comuni in cambio di opere compensative locali (ci vuole ben altro dei 3 milioni stanziati ieri dalla Provincia di Milano per compensazioni ambientali nell’area di Melzo).
Proprio in questi giorni, grazie all’accordo Pisapia-Podestà, sono in corso le operazioni per quotare in Borsa Sea e per cedere ai privati la Serravalle.

Le risorse per la devastante Tem verranno da queste alienazioni?

rinvio Tar legambiente 28 nov

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