L’acqua serve ai campi!
Gli agricoltori della provincia
chiedono un lascito post-Expo

La via d’acqua e, nell’insieme, tutto il riassetto delle acque superficiali milanesi, interessano molto da vicino gli agricoltori che, nel Parco Sud e in tutta la provincia milanese, sono fortunatamente assai numerosi. Pare però che, nell’attivazione del progetto via d’acqua per Expo, non si sia tenuto conto di come quest’opera avrebbe dovuto essere congruente alle “finalità paesistiche ed ambientali ed essere efficace rispetto alle esigenze di riassetto e di corretto uso delle acque nel sistema milanese”.   
Ed ecco perché CIA, Confederazione Italiana Agricoltori di Milano, Lodi e Monza Brianza, i distretti agricoli Riso e Rane, Valle Olona DAVO, Neorurale delle Tre Acque DINAMO, insieme a Italia Nostra Milano Nord cintura metropolitana e Legambiente Lombardia hanno ritenuto opportuno -tramite una lettera aperta-chiedere a Comune di Milano, Regione ed Expo di tener conto delle loro competenze, dando la loro disponibilità a contribuire a soluzioni per rendere il progetto della via d’acqua coerente e funzionale. Ma “come presupposto chiediamo una disponibilità all’ascolto e al confronto che fino ad oggi non abbiamo riscontrato nello svolgimento del progetto”.

L’acqua serve ai campi!
Gli agricoltori della provincia
chiedono un lascito post-Expo

La via d’acqua e, nell’insieme, tutto il riassetto delle acque superficiali milanesi, interessano molto da vicino gli agricoltori che, nel Parco Sud e in tutta la provincia milanese, sono fortunatamente assai numerosi. Pare però che, nell’attivazione del progetto via d’acqua per Expo, non si sia tenuto conto di come quest’opera avrebbe dovuto essere congruente alle “finalità paesistiche ed ambientali ed essere efficace rispetto alle esigenze di riassetto e di corretto uso delle acque nel sistema milanese”.   
Ed ecco perché CIA, Confederazione Italiana Agricoltori di Milano, Lodi e Monza Brianza, i distretti agricoli Riso e Rane, Valle Olona DAVO, Neorurale delle Tre Acque DINAMO, insieme a Italia Nostra Milano Nord cintura metropolitana e Legambiente Lombardia hanno ritenuto opportuno -tramite una lettera aperta-chiedere a Comune di Milano, Regione ed Expo di tener conto delle loro competenze, dando la loro disponibilità a contribuire a soluzioni per rendere il progetto della via d’acqua coerente e funzionale. Ma “come presupposto chiediamo una disponibilità all’ascolto e al confronto che fino ad oggi non abbiamo riscontrato nello svolgimento del progetto”. E, con questo fine, le associazioni propongono “L’attivazione di un autorevole tavolo progettuale che in tempi rapidi consenta di trovare soluzioni funzionali alle criticità emerse e che sono alla base del conflitto, ma che come prospettiva dichiarata, e a prescindere dalla scadenza del 2015, attivi un percorso finalizzato di progettazione di interventi più complessivi sulle acque e sul loro uso”.

Le ragioni dell’agricoltura e dell’ambiente

Infatti, gli agricoltori attribuiscono importanza prioritaria al sistema irriguo, funzionale non solo alle attività dell’agricoltura ma anche alla corretta tutela e gestione dell’ambiente e del paesaggio rurale, e da tempo segnalano episodi di carenza della rete irrigua e di uso non ottimale sia della risorsa principale (quella derivata dal Canale Villoresi) sia di altre risorse disponibili nel territorio (effluenti depurati, acque meteoriche, fontanili), che oggi vengono impropriamente smaltite in fognatura o disperse nei corsi d’acqua. E ritengono inaccettabile che una nuova opera, come l’emissario del sito Expo, anziché migliorare la dotazione del sistema irriguo, produca un’ulteriore perdita d’acqua, che dovrebbe invece essere riutilizzata per scopi appropriati, concorrendo a risolvere le riscontrate carenze. Parimenti inaccettabile sarebbe che l’opera non partecipasse alla ricucitura e ripresa di elementi esistenti del reticolo idrico superficiale,
risultando pertanto autoreferenziale, quale oggi appare al suo stato di progetto, rispetto alla complessità e alle interconnessioni che governano l’equilibrio di tale complesso e articolato reticolo.

Un’opera che serva anche per il futuro

Nel chiedere quindi l’attivazione del tavolo di confronto, gli agricoltori ritengono che questo possa e debba essere investito di un’autorevolezza e di un riconoscimento sufficiente a impostare e attivare l’ormai inderogabile progetto complessivo di riqualificazione delle reti irrigue del milanese, migliorato con un assiduo confronto diretto, ai fini della salvaguardia dell’economia agricola, della qualità delle acque superficiali e della biodiversità dell’intera area agropolitana milanese. “Questo -concludono gli agricoltori- potrebbe costituire il più importante lascito della via d’acqua e dello stesso evento Expo”.

 

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