Maroni: mai più centri commerciali
su aree agricole…
e la bufala della “riforma”
non blocca l’Ikea a Cerro M.

Ecco un’altra favola, o meglio, bufala del nostro governatore. Eppure, nel presentare la riforma del commercio -eravamo a fine dicembre 2013- un comunicato della Regione sintetizzava così i contenuti della stessa: “Stop a nuovi insediamenti commerciali nelle aree agricole, via libera al riuso di aree dismesse, tutela dei negozi di vicinato nei centri storici, equilibrio delle presenze di grandi e medi centri commerciali a livello sovra comunale, precedenza a grandi insediamenti che non comportino ulteriore consumo di suolo. Questi alcuni dei punti salienti delle nuove linee per lo sviluppo delle imprese commerciali, approvate oggi a maggioranza dal Consiglio regionale (a favore PdL, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e Pensionati; astenuti PD e Patto civico, contrario il M5S)”.
Ma ecco che lo scorso 24 aprile, nel sito Sivas della Regione vengono inseriti i documenti all’accordo di programma per avviare la Valutazione ambientale strategica (VAS) relativamente al progetto di un insediamento commerciale Ikea a Cerro Maggiore, che andrebbe a occupare circa 277mila mq di aree tutt’ora agricole (vedi immagine)! Una procedura che anticipa l’assenso definitivo al mastodontico progetto dell’azienda svedese.

Maroni: mai più centri commerciali
su aree agricole…
e la bufala della “riforma”
non blocca l’Ikea a Cerro M.

Ecco un’altra favola, o meglio, bufala del nostro governatore. Eppure, nel presentare la riforma del commercio -eravamo a fine dicembre 2013- un comunicato della Regione sintetizzava così i contenuti della stessa: “Stop a nuovi insediamenti commerciali nelle aree agricole, via libera al riuso di aree dismesse, tutela dei negozi di vicinato nei centri storici, equilibrio delle presenze di grandi e medi centri commerciali a livello sovra comunale, precedenza a grandi insediamenti che non comportino ulteriore consumo di suolo. Questi alcuni dei punti salienti delle nuove linee per lo sviluppo delle imprese commerciali, approvate oggi a maggioranza dal Consiglio regionale (a favore PdL, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e Pensionati; astenuti PD e Patto civico, contrario il M5S)”.
Ma ecco che lo scorso 24 aprile, nel sito Sivas della Regione vengono inseriti i documenti all’accordo di programma per avviare la Valutazione ambientale strategica (VAS) relativamente al progetto di un insediamento commerciale Ikea a Cerro Maggiore, che andrebbe a occupare circa 277mila mq di aree tutt’ora agricole (vedi immagine)! Una procedura che anticipa l’assenso definitivo al mastodontico progetto dell’azienda svedese.

Nella documentazione, che verrà esaminata nelle fasi della VAS, si legge che “la superficie totale dell’area di intervento è pari a circa 277.000 mq. Le aree destinate al verde sono quantificate in 99.712 mq. La localizzazione dei due blocchi edificio è prevista all’interno di un’area di circa 84.000 mq. Gli stessi saranno sopraelevati per lasciare spazio ad un piano terra nel quale si ricaveranno 80.000 mq di parcheggi coperti, ai quali si aggiungono 80.400 mq di parcheggi esterni e 43.000 mq di parcheggi su piastra elevata”. E ancora: “La scelta progettuale di fondo è quella di ricreare un ambiente interno simile alle grandi gallerie cittadine caratterizzando lo spazio con grandi altezze oltre 16 metri e larghezze anche superiori ai 30 metri”.

Prodotti locali? Sostenibilità? Ma basta prenderci in giro!

Tanto per affondare il coltello nella piaga, ecco un’altra dichiarazione di Maroni sulla riforma ad Adnkronos: “In questa delibera sul commercio è prevista la valorizzazione delle produzioni lombarde, ovvero il marketing del territorio. Questa misura rappresenta anche un contrasto alla contraffazione alimentare ed è quindi in linea con l’iniziativa assunta dalla Regione Lombardia per Expo, ovvero il protocollo che vogliamo far sottoscrivere a tutti i Paesi europei per il contrasto alla contraffazione alimentare. Un altro punto importante della delibera sul commercio – ha proseguito Maroni – riguarda la sostenibilità ambientale, con la decisione di non consentire l’autorizzazione a quelle varianti degli strumenti urbanistici del Piano di governo del territorio che trasformano le aree agricole in aree destinate alla realizzazione di grandi centri commerciali. Si tratta di una scelta significativa, impegnativa e politicamente rilevante con cui la Lombardia, la prima regione agricola d’Italia e una delle prime in Europa, conferma questa sua vocazione agricola, una vocazione che vogliamo tutelare, nel rispetto dell’ambiente e dei nostri cittadini. Pertanto le nostre aree agricole rimarranno e verranno mantenute e tutelate, con questa misura noi realizziamo anche questo obiettivo”.
Cos’altro aggiungere? Che da Maroni ci si poteva aspettare una finta riforma. Però, da Ikea, che tanto si fregia della sua etica a 360 gradi, no, non era così prevedibile: con tante aree abbandonate da recuperare, avrebbe potuto risparmiare la nostra agricoltura! Ma il business va oltre l’etica ambientale.

 

Maroni: mai più centri commerciali su aree agricole… e la bufala della “riforma” non blocca l’Ikea a Cerro M.

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