Il Parco Sud va alla Città Metropolitana
lo prevede lo statuto
con il placet di Maroni

Dopo una maratona di due giorni, mercoledì 17 dicembre il Consiglio metropolitano, presieduto da Giuliano Pisapia, ha approvato lo Statuto. Rispetto alle bozze iniziali, i miglioramenti sono evidenti, anche se -come approfondito di seguito- non mancano pecche. La vera novità, però, arriva dalla Regione Lombardia: sempre mercoledì scorso, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente Maroni dichiara perentoriamente “alla Città metropolitana lasceremo la gestione del Parco Sud”, tagliando le gambe al tentativo del consigliere forzista Fabio Altitonante di creare un ente regionale per governare il grande polmone verde milanese. Quindi, la Città Metropolitana non nasce monca e avrà la gestione diretta del Parco Agricolo Sud Milano. A lei il compito di tutelarlo e difenderlo, dopo l’esperienza fallimentare e umiliante della ormai deposta Provincia di Milano, ente che in questi ultimi giorni di vita è ancora impegnato a creare danni e mutilazioni al Parco (vedi articolo).

 

Il Parco Sud va alla Città Metropolitana
lo prevede lo statuto
con il placet di Maroni

Dopo una maratona di due giorni, mercoledì 17 dicembre il Consiglio metropolitano, presieduto da Giuliano Pisapia, ha approvato lo Statuto. Rispetto alle bozze iniziali, i miglioramenti sono evidenti, anche se -come approfondito di seguito- non mancano pecche. La vera novità, però, arriva dalla Regione Lombardia: sempre mercoledì scorso, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente Maroni dichiara perentoriamente “alla Città metropolitana lasceremo la gestione del Parco Sud”, tagliando le gambe al tentativo del consigliere forzista Fabio Altitonante di creare un ente regionale per governare il grande polmone verde milanese. Quindi, la Città Metropolitana non nasce monca e avrà la gestione diretta del Parco Agricolo Sud Milano. A lei il compito di tutelarlo e difenderlo, dopo l’esperienza fallimentare e umiliante della ormai deposta Provincia di Milano, ente che in questi ultimi giorni di vita è ancora impegnato a creare danni e mutilazioni al Parco (vedi articolo).

Luci e ombre sui temi ambientali…

Il documento approvato risente di una visione schematica e in alcune parti riduttiva, forse dovuta ai tempi stretti del lavoro di redazione.
Ciò vale anche per i temi ambientali: la bella e indiscutibile affermazione nel preambolo dello Statuto “vincere in maniera innovativa ed efficace la sfida della sostenibilità ambientale” non trova sempre  chiari riscontri nei successivi 70 articoli. Positivo il fatto che sia stata approvato l’emendamento del consigliere Pietro Mezzi, in cui si afferma la volontà di gestire il Parco Sud da parte del nuovo Ente, come pure che in più parti si dichiari l’intenzione di valorizzare “tutti i parchi del proprio territorio, intesi come un unico servizio collettivo”.
Il tema fondamentale dell’agricoltura viene invece trattato in termini troppo sbrigativi, nonostante la vastità (solo il Parco agricolo Sud Milano già vale 47mila ettari) e l’importanza del settore. Ci si limita in sostanza a riprendere i compiti  della vecchia e non rimpianta Provincia “individuazione degli ambiti agricoli strategici, valorizzando il ruolo dell’agricoltura metropolitana e periurbana”, senza alcun cenno sul ruolo fondamentale della sovranità alimentare e della funzione strategica dell’agricoltura nei nostri territori aggrediti dal cemento. Peccato che su questo tema non siano state tenute in conto le osservazioni presentate dal gruppo Petofi, cui aderisce anche l’associazione per il Parco Sud Milano.

… e su quello della partecipazione

Anche su questo tema, nello Statuto si nota qualche progresso rispetto alla bozza di avvio discussione. Viene prevista l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano da parte dei cittadini, nonché l’indizione -almeno una volta l’anno- di un Forum metropolitano, composto “dalle rappresentanze del mondo della cultura, del lavoro e dell’imprenditoria, nonché del mondo delle autonomie funzionali, dell’associazionismo e del terzo settore”. Nel testo vengono regolamentate altresì le istanze, petizioni e deliberazioni popolari, nonché i referendum, che potranno essere consultivi, propositivi e abrogativi. Su questi ultimi strumenti vi è stata discussione accesa tra maggioranza di centrosinistra e i consiglieri radicali-socialisti Cappato e Biscardini. Alla fine, sono state mantenute le elevate quote di firme da raccogliere (1,5% degli elettori per i referendum consultivi, 3% per gli altri referendum). Di positivo va invece rilevato l’accettazione dell’emendamento che introduce la possibilità di sottoscrivere via internet le iniziative popolari. Per essere validi, i referendum devono raggiungere un quorum di votanti, fissato nel 50% degli elettori che hanno partecipato all’ultima elezione del Sindaco e del Consiglio metropolitano (per i referendum consultivi, la quota scende al 30%). Questa norma può significare che, nel caso l’elezione diretta del sindaco non sia indetta per la primavera del 2016, di fatto i referendum non saranno proponibili per i prossimi 7 anni!

Prossimi passi

Ora lo Statuto, lunedì 22 dicembre, deve passare al vaglio  dell’Assemblea metropolitana, costituita dai 133 sindaci dei comuni dell’area. E poi la nuova istituzione inizierà a marciare, anche se con personale e soldi insufficienti, tagliati dal recente decreto governativo, per non parlare delle pesanti eredità della Provincia: 25,2 milioni di debito di cassa e saldo finanziario complessivo negativo di quasi cento milioni.
Ai nuovi amministratori l’Associazione per il Parco Sud Milano augura buon lavoro, Continueremo a seguire le loro attività: non vorremmo che la politica della dissennata distruzione di territorio agricolo, perpetrata sinora da troppi sindaci, contagi anche la Città Metropolitana. Con il verde non si deve fare cassa.
Chi volesse approfondire, qui trova la versione definitiva dello statuto.

Parco Sud alla Città Metropolitana lo prevede lo statuto con il placet di Maroni

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