Nasce il Coordinamento nazionale
per la revisione dei progetti di Terna
e lancia una petizione al Governo

“Fermate i cantieri dei mega-elettrodotti e avviate un processo di revisione dei nuovi progetti al fine di individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini”. È questo l’incipit della petizione nazionale avviata dal Coordinamento Nazionale con comitati presenti su tutto il territorio nazionale, che unisce i comitati di tutela ambientale, allargando così la battaglia contro la realizzazione degli elettrodotti Terna.
Come a più riprese abbiamo scritto in questo sito (leggi), il Parco agricolo Sud Milano è interessato dall’imponente progetto di Terna ‘Razionalizzazione Rete ad Alta Tensione nella Val Formazza e Interconnector Italia Svizzera’, poiché, per quanto non citato, il maxi elettrodotto ad alta tensione concluderebbe il suo lungo percorso, carico di insalubri e impattanti tralicci, proprio nel Parco, passando per diversi suoi comuni, fino a raggiungere Settimo Milanese, dove si approprierebbe (con esproprio all’azienda agricola) di 115 mila mq di fertile terra in una delle zone a maggiore pressione urbanistica del Parco Sud. Associazioni ambientaliste e agricole, comitati di cittadini, Comuni del Parco e DeFENS – Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente Università degli Studi di Milano, nel giro di un mese -era luglio dello scorso anno- venuti a conoscenza del progetto di Terna, hanno costituito un fronte comune per proporre osservazioni al ministero competente (non sono ancora pervenute controdeduzioni). Fronte che si è allargato sempre più e, soprattutto, ha continuato…

Nasce il Coordinamento nazionale
per la revisione dei progetti di Terna
e lancia una petizione al Governo

“Fermate i cantieri dei mega-elettrodotti e avviate un processo di revisione dei nuovi progetti al fine di individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini”. È questo l’incipit della petizione nazionale avviata dal Coordinamento Nazionale con comitati presenti su tutto il territorio nazionale, che unisce i comitati di tutela ambientale, allargando così la battaglia contro la realizzazione degli elettrodotti Terna.
Come a più riprese abbiamo scritto in questo sito (leggi), il Parco agricolo Sud Milano è interessato dall’imponente progetto di Terna ‘Razionalizzazione Rete ad Alta Tensione nella Val Formazza e Interconnector Italia Svizzera’, poiché, per quanto non citato, il maxi elettrodotto ad alta tensione concluderebbe il suo lungo percorso, carico di insalubri e impattanti tralicci, proprio nel Parco, passando per diversi suoi comuni, fino a raggiungere Settimo Milanese, dove si approprierebbe (con esproprio all’azienda agricola) di 115 mila mq di fertile terra in una delle zone a maggiore pressione urbanistica del Parco Sud. Associazioni ambientaliste e agricole, comitati di cittadini, Comuni del Parco e DeFENS – Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente Università degli Studi di Milano, nel giro di un mese -era luglio dello scorso anno- venuti a conoscenza del progetto di Terna, hanno costituito un fronte comune per proporre osservazioni al ministero competente (non sono ancora pervenute controdeduzioni). Fronte che si è allargato sempre più e, soprattutto, ha continuato a mantenersi attivo -pur se con divisioni e distinguo- e a mantenere alta la guardia per limitare al massimo l’impatto sul Parco Agricolo Sud Milano. Ora, con la nascita di un comitato di tutela ambientale a carattere nazionale per contrastare la realizzazione degli elettrodotti in tutta Italia siamo più forti.

Dalle Alpi alla Sicilia

Partita per iniziativa delle associazioni messinesi, il Coordinamento Nazionale ha coinvolto comitati presenti su tutto il territorio. Hanno già aderito il Coordinamento comitati no elettrodotto Villanova-Gissi, il Comitato No ecomostro Settimo, il Comitato Salute Tutela Ambiente Rispetto Cittadini (StarC), il Comitato No elettrodotto Chiaramonte Gulfi Ciminna, i Comitati Civici della Valbelluna, Comitato Alta Valtenna, il Comitato I lupi dei sibillini, il Comitato Alta tensione, il Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola, il Comitato di Belforte del Chienti, il Comitato per la tutela ambientale dell’Alta Fiastrella e i Comitatinrete (Coordinamento comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano).
“I nuovi elettrodotti ad alta tensione che l’azienda Terna vuole realizzare -si legge nel testo della petizione- sono quasi sempre grandi opere che aggravano i rischi per la salute, deturpano il paesaggio e minacciano il turismo rurale, espropriando la terra a migliaia di cittadini”. “I sostegni, alti fino a ottanta metri e sui quali scorrono da 10 a 19 grossi cavi, vengono spesso realizzati in aree a rischio idrogeologico in un paese che frana a ogni pioggia, senza che vi siano controlli indipendenti sulla reale necessità delle opere. In Sicilia parte dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è al momento sotto sequestro per gravi violazioni ambientali”. È infatti recente la notizia del sequestro del pilone numero 40 posizionato a Saponara e, precisamente, in una zona posta sotto tutela dalla soprintendenza come territorio di pregio: fattore che ha incoraggiato ulteriormente i comitati la riaffermare la volontà di difendere la salute pubblica e il territorio. Dal canto suo Terna ha paventato il rischio di blackout per la Sicilia e al contempo ritenuto grave il danno che il sequestro avrebbe provocato non solo ai siciliani, ma a tutti gli italiani.
Nella petizione i comitati e le associazioni si rivolgono al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, chiedendo di fermare i cantieri dei mega-elettrodotti e di avviare un processo di revisione dei nuovi progetti al fine di individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini; assicurare la manutenzione della rete esistente per mitigarne l’impatto e migliorarne la sicurezza e l’efficienza; attuare i piani di risanamento previsti e produrre l’energia elettrica dove serve evitando al massimo i grandi trasporti. Inoltre, si chiede di creare una Commissione aperta alla partecipazione dei cittadini, al fine di valutare come intervenire nelle pochissime aree di reale criticità nella trasmissione con sistemi meno impattanti e più sicuri come le linee interrate schermate. L’obiettivo è quello di raccogliere 50 mila firme.
Ovviamente, anche l’Associazione per il Parco Sud Milano aderisce e invita tutti a firmare la petizione. Grazie

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