Killer invisibili nell’aria
La Lombardia pubblica sogni
ma realizza incubi

Dal libro dei sogni della Regione Lombardia alla tragica realtà dei killer invisibili nell’aria che respiriamo. Eppure quel libro, pubblicato nel settembre 2013 e intitolato Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA), prometteva grandi cose: 91 misure antismog per oltre 2 miliardi di investimenti fino al 2020. Con l’obiettivo di abbattere le emissioni fino al 41% di polveri fini (PM10 e PM2.5), al 49% degli ossidi di azoto (NOX), al 19% dei composti organici volatili e al 16% dell’ammoniaca, in questo testo si programmavano interventi sulla mobilità e riduzione delle fonti fossili. I punti cardine avrebbero dovuto essere: potenziamento del servizio ferroviario regionale e del trasporto pubblico; sviluppo dell’offerta di servizi di mobilità a basso o nullo impatto ambientale; miglioramento della logistica; sensibilizzazione dei cittadini all’utilizzo dei trasporti più sostenibili.
Certo, sono passati poco più di 2 anni, ma la realtà ci rimanda ben altro. Basti ricordare che a maggio 2015, in occasione dell’inaugurazione della Teem, Maroni ha consegnato al ministro Delrio un dossier sulle infrastrutture di cui la regione Lombardia necessiterebbe: 38 gli interventi richiesti, di cui ben 27 per strade e autostrade, 10 per ferrovia e metropolitane, 1 per la navigabilità del Po. Ma è sotto gli occhi di tutti che la progettualità è concentrata quasi esclusivamente su trasporto su gomma…

 

Killer invisibili nell’aria
La Lombardia pubblica sogni
ma realizza incubi

Dal libro dei sogni della Regione Lombardia alla tragica realtà dei killer invisibili nell’aria che respiriamo. Eppure quel libro, pubblicato nel settembre 2013 e intitolato Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA), prometteva grandi cose: 91 misure antismog per oltre 2 miliardi di investimenti fino al 2020. Con l’obiettivo di abbattere le emissioni fino al 41% di polveri fini (PM10 e PM2.5), al 49% degli ossidi di azoto (NOX), al 19% dei composti organici volatili e al 16% dell’ammoniaca, in questo testo si programmavano interventi sulla mobilità e riduzione delle fonti fossili. I punti cardine avrebbero dovuto essere: potenziamento del servizio ferroviario regionale e del trasporto pubblico; sviluppo dell’offerta di servizi di mobilità a basso o nullo impatto ambientale; miglioramento della logistica; sensibilizzazione dei cittadini all’utilizzo dei trasporti più sostenibili.
Certo, sono passati poco più di 2 anni, ma la realtà ci rimanda ben altro. Basti ricordare che a maggio 2015, in occasione dell’inaugurazione della Teem, Maroni ha consegnato al ministro Delrio un dossier sulle infrastrutture di cui la regione Lombardia necessiterebbe: 38 gli interventi richiesti, di cui ben 27 per strade e autostrade, 10 per ferrovia e metropolitane, 1 per la navigabilità del Po. Ma è sotto gli occhi di tutti che la progettualità è concentrata quasi esclusivamente su trasporto su gomma.

Un’ulteriore conferma è di questi giorni: la sonora bocciatura da parte della Regione di un mini finanziamento (9milioni) per la metropolitana di Brescia (ma ne ha trovati 60 per la Brebemi). Non è certo una eccezione: basta vedere la mappa nel Piano di mobilità e trasporti -presentato a luglio- dove i prolungamenti delle metropolitane che da Milano porterebbero alle città di Monza, Segrate, Binasco, Settimo, sono relegati al rango di “interventi da approfondire” (clicca qui per visualizzare la carta delle metrotramvie).  
Altra concretezza si trova nella parte riguardante le strade e autostrade: ben 25 tra nuovi progetti e migliorie varie. E sulle ferrovie, l’enfasi maggiore è riservata all’alta velocità verso Venezia.
Intanto nella Pianura Padana si concentra il maggior numero di morti a causa dell’aria irrespirabile: 84.400 i morti in Italia nel 2012, con forte concentrazione nella nostra regione (Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014 redatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente). Con queste scelte, non c’è da stupirsi: la Regione si è concentrata fortemente sul trasporto privato su gomma, dimenticandosi che nell’agglomerato urbano milanese e nelle altre città il contributo del traffico è circa il 50% delle emissioni complessive di PM10 e circa il 70% delle emissioni di NOX. E i risultati sono fin troppo tangibili! Purtroppo!

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