Per un pugno di euro!
A Zibido San Giacomo arrivano le trivelle
e scaveranno fino a 4.200 m di profondità

A Zibido San Giacomo, uno dei comuni più belli del Parco, arrivano i petrolieri: spezzeranno non solo la fertile campagna, ma inquineranno l’ambiente e devasteranno il meraviglioso paesaggio agrario. Non sono bastate le molteplici azioni di contrasto messe in campo dai cittadini e dagli ambientalisti, dalle manifestazioni ai ricorsi al TAR, agli incontri con esperti per informare sugli effetti devastanti di questa operazione. E neppure è stato tenuto in conto del parere negativo dell’Ente Parco Agricolo Sud Milano: il pozzo si farà! L’amministrazione comunale e l’Apennine Energy hanno siglato in questi giorni la convenzione che dà il via libera al progetto di ricerca del metano.
In merito, il Comune ha emesso un comunicato stampa che evidenzia “i benefici” ottenuti: un Osservatorio ambientale, un Comitato di controllo e opere di mitigazione e compensazione per 800.000 euro (qui sotto riportato).
Intanto, in fondo al testo, vi informiamo cosa comporta la prima e la seconda fase di ricerca degli idrocarburi…

19 settembre 2016

Per un pugno di euro!
A Zibido San Giacomo arrivano le trivelle
e scaveranno fino a 4.200 m di profondità

A Zibido San Giacomo, uno dei comuni più belli del Parco, arrivano i petrolieri: spezzeranno non solo la fertile campagna, ma inquineranno l’ambiente e devasteranno il meraviglioso paesaggio agrario. Non sono bastate le molteplici azioni di contrasto messe in campo dai cittadini e dagli ambientalisti, dalle manifestazioni ai ricorsi al TAR, agli incontri con esperti per informare sugli effetti devastanti di questa operazione. E neppure è stato tenuto in conto del parere negativo dell’Ente Parco Agricolo Sud Milano: il pozzo si farà! L’amministrazione comunale e l’Apennine Energy hanno siglato in questi giorni la convenzione che dà il via libera al progetto di ricerca del metano.
In merito, il Comune ha emesso un comunicato stampa che evidenzia “i benefici” ottenuti: un Osservatorio ambientale, un Comitato di controllo e opere di mitigazione e compensazione per 800.000 euro.

“Le osservazioni e le proposte avanzate dalla cittadinanza e recepite dall’Amministrazione durante i numerosi incontri pubblici sono state accolte e inserite nella convenzione tra Comune e Apennine Energy le osservazioni e le proposte avanzate dalla cittadinanza e recepite dall’Amministrazione durante i numerosi incontri pubblici. Il via libera dato dal ministero per lo sviluppo economico nell’aprile scorso, infatti, prevede che la società concessionaria per il pozzo Moirago1 dir esegua una serie di opere a compensazione e a mitigazione dell’intervento”.
Tutti i dettagli sono stati inseriti nella convenzione firmata il 12 settembre scorso.
Nella delibera di approvazione dell’accordo, la Giunta chiarisce che “ il Comune, nell’ambito delle proprie competenze, è preposto alla salvaguardia, alla valorizzazione e promozione delle risorse ambientali, culturali e sociali e riconosce, nel diritto al mantenimento e allo sviluppo economico delle attività produttive nel rispetto degli equilibri ecologici e ambientali, i presupposti per uno sviluppo sostenibile”. E subito dopo: “ il Comune riconosce nel gas naturale una delle risorse del territorio, il cui utilizzo deve essere inserito nell’ambito di una visione complessiva di programmazione e sviluppo, in coerenza e armonia con la valorizzazione degli altri beni e delle altre risorse esistenti”.
“Oltre a interventi, nella fase iniziale, per un importo di 800.000 euro – spiega il sindaco Piero Garbelli – abbiamo insistito fin dal primo momento per la costituzione di un Osservatorio ambientale per seguire i lavori del pozzo e la realizzazione delle misure di mitigazione. Vi faranno parte anche un tecnico di Regione Lombardia, un rappresentante di Apennine e un esperto indicato dal Comune e scelto attraverso un bando pubblico”.
L’Osservatorio ambientale sarà un organo consultivo con funzioni di coordinamento, verifica, vigilanza e monitoraggio.
Il componente delegato dal Comune dovrà avere una specifica esperienza comprovata ed elevate competenze specialistiche in merito alla partecipazione ad osservatori ambientali. Dovrà anche – si legge nella delibera di approvazione della convenzione –raccogliere, istruire e valutare le segnalazioni provenienti dalle Amministrazioni o dai cittadini, relativamente a eventuali criticità ambientali connesse alle attività di cantiere, invitando Arpa a svolgere attività istruttoria integrativa e a definire le eventuali azioni di monitoraggio aggiuntive”.
“Inoltre – prosegue il sindaco – abbiamo voluto e ottenuto un Comitato per la gestione delle risorse, un vero e proprio organismo di controllo costituito da un rappresentante del Comune e uno di Apennine per verificare costantemente l’impiego delle risorse previste nella convenzione”.
Tra le opere di compensazione e mitigazione, sono previsti per la prima fase (ricerca gas metano) interventi sulla viabilità e la sicurezza urbana, la sistemazione di alcune aree verdi, la riqualificazione di alcuni impianti del campetto polivalente e al tre opere.

 

Cosa comporta prima fase di ricerca del metano

Oltre al fondo impermeabilizzato verrà realizzato un “solettone” in cemento armato, sul quale verranno appoggiati i macchinari e che avrà un proprio sistema di canalette con l’obiettivo di raccogliere le acque piovane eventualmente sporche di fango o di prodotti accidentalmente sversati nella manutenzione dei motori, convogliandole in una vasca apposita in cemento armato. In questo modo il cantiere costituirà una sorta di “catino” impermeabilizzato, con protezione totale del suolo e della falda sottostante.
Il terreno asportato verrà utilizzato in parte per creare degli argini di protezione della roggia e in parte per realizzare dei terrapieni con funzione di contenimento dei rumori prodotti dalle operazioni di cantiere.
Verrà isolata la prima falda e impermeabilizzata tutta l’area, per evitare anche solo il rischio di contaminazione accidentale nell’uso dei macchinari. Un primo rivestimento di acciaio (conductor pipe) verrà infilato a percussione per isolare la falda più superficiale, in circa otto ore di lavoro.
Effetti sulla popolazione e l’ambiente: nella fase di allestimento, che durerà circa tre mesi, l’impatto riguarderà il traffico derivante dai mezzi pesanti che entreranno e usciranno dal cantiere; il picco di 8-10 mezzi al giorno per pochi giorni si ridurrà mediamente a 2 accessi di camion al giorno. Per contenere le emissioni di polveri, verrà costantemente
mantenuto umido il cantiere.

Cosa comporta la seconda fase di ricerca del metano

Inizialmente verrà realizzato un foro di circa 48 cm di diametro che attraverserà le falde di acque dolci arrivando fino a 500 metri di profondità. Per isolare idraulicamente gli strati attraversati dal foro, verrà utilizzato un apposito “fango di perforazione”, un fluido a base di acqua e bentonite con additivi che cambiano in base alla profondità.
Negli strati più superficiali verrà utilizzata la stessa composizione dei pozzi per l’acqua potabile, con eventualmente degli addensanti biodegradabili come il polimero di cellulosa o la farina di guar.
Successivamente verrà infilato un rivestimento di acciaio, cementato, isolando così tutte le falde che potrebbero essere utilizzate per l’acqua potabile o d’irrigazione (conductor pipe).
Le operazioni proseguiranno con l’utilizzo di scalpelli di perforazione sempre più piccoli, l’inserimento di altri tubi in acciaio e la loro cementificazione fino a 4.200 metri di profondità.
Effetti sulla popolazione e l’ambiente: nella fase di perforazione, sono previsti rumori nell’arco delle 24 ore, che verranno contenuti entro i limiti di legge sia con l’utilizzo di motori idraulici ad alimentazione elettrica sia con l’eventuale realizzazione di barriere fonoassorbenti. Un altro impatto deriverà dalla visibilità della torre.
Se poi verrà trovato il metano, allora verrà il peggio. E racconteremo le altre fasi.

 

19 settembre 2016

Per un pugno di euro! A Zibido San Giacomo arrivano le trivelle e scaveranno fino a 4.200 m di profondità

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