La cicogna vive e nidifica nel Parco Sud
per meglio tutelarla
segnalateci gli avvistamenti

26 marzo 2017. Guardare il cielo e i campi a primavera e sempre bello, ma qualche volta può essere addirittura emozionante. È il caso di quando si avvista una o più cicogne bianche che, spesso, senza battere le ampie ali di quasi due metri veleggiano in cielo, oppure le trovi a razzolare nei prati, con la loro livrea bianca, punta delle ali nere, becco e zampe arancioni.
Il report della Lipu fotografa un quadro molto positivo: la cicogna bianca, reintrodotta in Lombardia dagli anni ’70, si trova bene nel Parco Agricolo Sud Milano, dove è possibile osservarne gli imponenti nidi (fino a 150 kg di peso) su campanili, tralicci o pali di nidificazione piazzati a bella posta per favorirne la stanzialità. Sì, perché questi imponenti uccelli svernano nei caldi territori umidi africani e si ripresentano nei nostri territori proprio in questi giorni. Può essere una sosta breve per rifocillarsi o cercare una/un compagna/o, ma se a una coppia piace il luogo, e lo trovano adatto a soddisfare il proprio grande appetito e quello dei voraci piccoli, ecco che si danno da fare a costruire nidi su posizioni elevate, anche scomode e in bilico, e covare una nidiata di 2-3 (o anche 5) piccoli. Poi, a metà agosto, tutti quanti a prepararsi per il lungo viaggio di ritorno, anche se ormai si osservano diverse coppie che decidono di passare qui anche l’inverno.
La Lipu, nel 2016 ha segnalato 77 nidificazioni in Lombardia (la regione italiana con più presenze), di cui 6 nel Parco Sud. Ora stanno ritornando e ci uniamo all’appello di Lipu a segnalare gli avvistamenti (info@assparcosud.org). Perché la presenza di questo splendido uccello selvatico è tutt’altro che scontata…

 

La cicogna vive e nidifica nel Parco Sud
per meglio tutelarla
segnalateci gli avvistamenti

26 marzo 2017. Guardare il cielo e i campi a primavera e sempre bello, ma qualche volta può essere addirittura emozionante. È il caso di quando si avvista una o più cicogne bianche che, spesso, senza battere le ampie ali di quasi due metri veleggiano in cielo, oppure le trovi a razzolare nei prati, con la loro livrea bianca, punta delle ali nere, becco e zampe arancioni.
Il report della Lipu fotografa un quadro molto positivo: la cicogna bianca, reintrodotta in Lombardia dagli anni ’70, si trova bene nel Parco Agricolo Sud Milano, dove è possibile osservarne gli imponenti nidi (fino a 150 kg di peso) su campanili, tralicci o pali di nidificazione piazzati a bella posta per favorirne la stanzialità. Sì, perché questi imponenti uccelli svernano nei caldi territori umidi africani e si ripresentano nei nostri territori proprio in questi giorni. Può essere una sosta breve per rifocillarsi o cercare una/un compagna/o, ma se a una coppia piace il luogo, e lo trovano adatto a soddisfare il proprio grande appetito e quello dei voraci piccoli, ecco che si danno da fare a costruire nidi su posizioni elevate, anche scomode e in bilico, e covare una nidiata di 2-3 (o anche 5) piccoli. Poi, a metà agosto, tutti quanti a prepararsi per il lungo viaggio di ritorno, anche se ormai si osservano diverse coppie che decidono di passare qui anche l’inverno.
La Lipu, nel 2016 ha segnalato 77 nidificazioni in Lombardia (la regione italiana con più presenze), di cui 6 nel Parco Sud. Ora stanno ritornando e ci uniamo all’appello di Lipu a segnalare gli avvistamenti (info@assparcosud.org). Perché la presenza di questo splendido uccello selvatico è tutt’altro che scontata.

Il ritorno della cicogna bianca

Un tempo era una presenza comune nella pianura Padana e, più in generale, nell’area mediterranea e centro-europea. L’immagine della cicogna che porta i bebè è un mito precristiano e non a caso questo uccello è presente in racconti antichi (la favola della volpe e la cicogna di Esopo è solo un esempio famoso). Tornando ai nostri luoghi, la cicogna è nel simbolo dell’abbazia cistercense di Chiaravalle (ma anche in alcuni Comuni del Parco, come per esempio Colturano) e la sua imponente torre campanaria, detta ciribiciaccola (dal suono di nacchere che le cicogne fanno col becco), ospitava diverse decine di nidi. Poi la lenta sparizione dal ‘600 -di cui è difficile individuarne le cause, ma la caccia e le pestilenze hanno fatto il loro- e quindi la complessa reintroduzione, a partire dalla metà del secolo scorso, in Svizzera.
Dopo i timidi tentativi di nidificazione dagli anni ’80, oggi la presenza mostra un incremento e in Lombardia si è passati dalle 58 coppie del 2013 alle 77 dello scorso anno. Come detto, nel Parco Sud si contano nel 2016 sei nidificazioni: 2 a Rozzano e 2 a Liscate, 1 a Cerro al Lambro (dove sono ormai stanziali e in questo periodo hanno già nidificato sul campanile della chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo) e 1 Zibido San Giacomo. Scendendo ancora un poco più a sud, nella provincia di Lodi si sono registrate 19 cove e ben 40 nei territori del pavese, tra cui paesi molti vicini a Milano quali Bascapè, Bornasco, Gropello Cairoli, Landriano, Lardirago, Sant’Alessio con Vialone e Zerbolò. Altre 11 coppie sono state avvistate nel mantovano e una nel bresciano. Nel complesso, dalle cove sono nati 182 piccoli e di questi sono diventati adulti 165 individui.

Il binocolo non serve…

Con l’avvio di questa nuova stagione si spera che la presenza si consolidi e, se possibile, aumenti. Oltre per il valore simbolico, la cicogna ci ricorda concretamente che la natura è capace di convivere anche nelle nostre aree densamente urbanizzate. Per non parlare del fatto che questo animale è un ottimo indicatore della qualità ambientale: con il suo vorace appetito si nutre di tutto, dagli insetti alle rane, dai serpenti ai piccoli mammiferi, e risente perciò negativamente della presenza di pesticidi e altre sostanze chimiche sui campi.
È importante quindi che ci segnaliate la presenza di questo imponente uccello (info@assparcosud.org): qualunque avvistamento, breve o prolungato che sia, è importante. E, ancor più, conoscere tempestivamente dei tentativi di nidificazione. Perché, con le cicogne, sarebbe davvero un peccato perderci nuovamente di vista.

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