‘Legge ammazzasuolo’ della Lombardia:
il Consiglio di Stato ha dubbi sulla legittimità.
Sarà la Consulta a valutarne la costituzionalità
8 dicembre 2018. Solo pochi Comuni, anzi, forse un unico tra quelli lombardi, ovvero Brescia, aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato in seguito alla sentenza del TAR, che bocciava la variante al Pgt (Piano di Governo del Territorio) avviata dall’Amministrazione con l’obiettivo di dimezzare il consumo di suolo (da 1,2 milioni di cemento a 640mila metri quadri). Il Comune aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato sostenendo che la legge è incostituzionale in quanto va a ledere i poteri pianificatori dei Comuni. A supporto, anche Legambiente si era appellata al Consiglio di Stato. I giudici di Roma avevano ritenuto il ricorso meritevole di approfondimento e quindi sospeso la sentenza del TAR. Si era ad aprile di quest’anno: ora è stato fatto un altro passo verso la sentenza definitiva sulle espansioni urbanistiche del comune lombardo.
“Non è ancora la sentenza definitiva… (nella foto le aree della provincia di Brescia)


5 dicembre 2017. Ci sono argomenti sui quali “l’uomo qualunque” non ammette discussioni: autostrade, ospedali e campi di calcio. Si devono proprio fare. Non importa se le autostrade sono inutili perché in parallelo già ne scorre un’altra, se gli ospedali sono il grande business per i privati (tentate, se ci riuscite, a prenotare una visita qualunque con solo ticket al San Raffaele, all’Humanitas o a una delle altre tantissime strutture private), che hanno pure le corsie preferenziali per costruire nei Parchi. E infine, gli stadi: quelli da single, ovvero di squadre che non vogliono condividere i “vecchi” campi di calcio con il competitor locale: Milan-Inter, Roma-Lazio, Juventus-Torino ecc. 
30 novembre 2017. Italia Nostra si oppone fermamente all’accordo tra Comune di Milano e Ferrovie dello Stato del giugno scorso e ricorre al Presidente della Repubblica per fermare un processo di trasformazione della città che considera molto pericoloso ed effettuato in maniera illegittima. Non è una battaglia per il NO: un utilizzo virtuoso degli ex scali, con la loro estensione di 1,25 milioni di mq, sarebbe l’occasione per permettere uno sviluppo sostenibile e sano alla metropoli. E’ invece un dato ufficiale che con questi progetti peggiorerà la concentrazione di inquinanti nell’aria (dato della Valutazione Ambientale Strategica).