La Lombardia ha una Banca della Terra spetta ai comuni segnalare i terreni incolti da assegnare a giovani agricoltori

La Lombardia ha una Banca della Terra
spetta ai comuni segnalare i terreni incolti
da assegnare a giovani agricoltori

Alla ricerca di campi non coltivati per favorirne il recupero, incentivare l’agricoltura e anche il ricambio generazionale. Con questo obiettivo Regione Lombardia ha istituito una “banca dati della terra” aggiornata costantemente online, per consentire a tutti di monitorare la disponibilità e l’offerta di terreni agricoli di proprietà pubblica e privata. Così annunciava la Regione 
subito dopo l’approvazione della legge n. 30 del 2014 Ora, a due anni di distanza, si avvicina l’importante scadenza che i singoli comuni devono affrontare: entro il 28 febbraio 2017 devono presentare un inventario completo e aggiornato dell’offerta dei terreni incolti di proprietà pubblica e privata disponibili nel proprio territorio, per favorire il ricambio generazionale affidando ai giovani le terre demaniali abbandonate. 
L’inventario, con l’offerta dei terreni, è consultabile sul web attraverso il Siarl (Sistema Informativo Agricolo Regione Lombardia), periodicamente aggiornato: al momento l’unico comune che risulta avere effettuato il censimento è quello di Varedo (MB), che segnala due terreni con le peculiarità richieste, per un totale di 15.400 mq. È poco più di un orto, ma per avviare un’attività agricola di nicchia a km zero può bastare.


Entrando nel dettaglio, la legge considera abbandonati o incolti…

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Il Cammino dei Monaci è antico, ma si intreccia al moderno: ora è anche un’app da scaricare

Il Cammino dei Monaci
è antico, ma si intreccia al moderno:
ora è anche un’app da scaricare

A piedi o in bicicletta, mixando mezzi pubblici e ferrovie, in auto e mezzi pubblici, in estate come d’inverno, ma sempre con sé la voglia di riscoprire un territorio ricco di storia, cultura, agricoltura. È il Cammino dei Monaci, che si estende per 65 km, ben oltre la Valle dei Monaci (che termina là dove la Vettabbia raggiunge il Lambro, all’altezza di Melegnano) e coinvolge 41 comuni, arrivando fino alla via Francicena. Il 41,5% del percorso avviene su piste ciclopedonabili e sono allo studio alcune varianti per ridurre al minimo i tratti su strade carrabili.
La Valle dei Monaci, nota anche come Valle della Vettabbia, nasce nel centro di Milano (Colonne di San Lorenzo) e scorre verso sud (piazzale Corvetto, viale Omero, via san Dionigi) per poi proseguire, finalmente all’aperto e con le proprie acque ripulite dal Depuratore di Nosedo, nel Parco della Vettabbia fino a Chiaravalle e poi ancora a sud, fino ad immettersi nel Lambro all’altezza di Melegnano.
In questo territorio, in cui si trovano le Abbazie di Chiaravalle e Viboldone e, poco più in là, Mirasole, quattro realtà orientate prevalentemente al sociale – Centro Nocetum, Cooperativa sociale La Strada, Consorzio SIR e Associazione Cascine Milano – hanno dato vita al progetto MATER Cult – Milano, Agricoltura, Territorio, Cultura per la promozione di un territorio  ai confini tra città e campagna, ricco di storia e cultura ma anche attraversato dalle problematiche tipiche delle periferie cittadine.

Il progetto, realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo e al sostegno di Arcidiocesi di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia e Parco Agricolo Sud Milano e in collaborazione con Università e centri di ricerca, dal 2014 al 2016 ha promosso iniziative e attivato sinergie per dare visibilità alla Valle dei Monaci, coinvolgendo e potenziando la Rete Valle dei Monaci… scarica l’App

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Flash mob a Milano per salvare il suolo firmate la petizione per “smuovere” l’Ue a emanare una direttiva che ne fermi il consumo

Flash mob a Milano per salvare il suolo.
Firmate la petizione per “smuovere” l’Ue
a emanare una direttiva che ne fermi il consumo

L’Europa ha bisogno di fermare il consumo di suolo fertile per tornare a crescere sana. È questo il messaggio lanciato da Milano in vista della Giornata mondiale del suolo, indetta nel 2012 dalle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 5 dicembre.

Per questo gli attivisti della campagna #salvailsuolo hanno improvvisato un flash mob, in piazza XXV Aprile: con 28 sacchi di terra, uno per ogni Stato membro dell’Ue, hanno simbolicamente nutrito le radici di un giovane albero, eletto a icona di un’Europa che deve sviluppare politiche ambientali più avanzate.

In Italia la petizione People4soil chiede all’Europa di emanare una direttiva di salvaguardia del suolo, vincolante per gli Stati membri. Partita da poco, la petizione ha già raccolto 15mila firme (il quorum per il nostro Paese è di 56mila firme, ma l’obiettivo europeo finale è di un milione di firme).

C’è tempo fino a settembre 2017 per firmare sul sito www.salvailsuolo.it: tutti i cittadini europei possono farlo (munitevi di carta di identità).

La campagna #salvailsuolo è sostenuta in Europa da oltre 440 associazioni e in Italia vede un ampio schieramento che conta già 90 organizzazioni, tra cui Slow Food, Arci Caccia, Legambiente, Acli, Fai, Coldiretti e Wwf. E, ovviamente, anche l’Associazione per il Parco Sud Milano. (foto da Repubblica online)

3 dicembre 2016

Per la discarica di Vizzolo Predabissi
 dopo anni di inquinamento
 ora si interviene: dalla Regione 3,3 milioni

Per la discarica di Vizzolo Predabissi
dopo anni di inquinamento
ora si interviene: dalla Regione 3,3 milioni

Vizzolo Predabissi, comune nel sud-est del Parco Sud, rappresenta un caso emblematico di impianti problematici: pur con una superficie inferiore ai 6 km quadrati ospita già da decenni una discarica altamente inquinante, chiusa ormai dal 1999 (evidenziata in rosso nella foto satellitare).

Finalmente, il 18 novembre scorso, la Regione Lombardia ha deliberato lo stanziamento di 3,3 milioni per mettere in sicurezza la discarica che, con il suo milione di mc di rifiuti, da tempo sta creando gravi problemi, in quanto produce percolato (liquido di inquinanti organici e inorganici, derivanti dai processi biologici e fisico-chimici all’interno delle discariche), che arriva sia alle falde acquifere sia nelle acque del già malmesso fiume Lambro. 
Un fatto già noto da tempo e che ha visto anche l’intervento della Città metropolitana, con un’ordinanza dell’aprile 2015…

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Pioggia di miliardi sulla Lombardia: 6,571 mld per dissestarla con autostrade e solo 0,0082 mld per il rischio idrogeologico

Pioggia di miliardi sulla Lombardia:
6,571 mld per dissestarla con autostrade
e solo 0,0082 mld per il rischio idrogeologico

Non vogliamo soffermarci sulle solite polemiche delle autostrade “private” finanziate con fondi pubblici. Ci limitiamo a sottolineare che per Pedemontana, la Regione Lombardia ha ottenuto dallo Stato altri 2,7 miliardi (1,2 già elargiti in passato, con dichiarazioni di Delrio del tipo: “il governo non è un bancomat, basta soldi per opere private). Tralasciamo anche la questione dell’inquinamento atmosferico, che per l’Italia significa 90mila decessi prematuri, concentrati in Lombardia e nella Pianura Padana in generale: infatti, il particolato così come l’ozono e il biossido di azoto causano o peggiorano problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro e portano ad aspettative di vita più brevi. Inoltre l’ozono vicino al suolo riduce i raccolti agricoli (fonte Agenzia Europea per l’Ambiente).
Ci preme, invece, evidenziare la ripartizione degli investimenti programmati da Maroni: è più esplicita di qualsiasi parola per capire quanto il nostro governatore sia interessato alle tematiche di salvaguardia ambientale, cui destina 175 milioni circa, di cui appena 8,2 al rischio idrogeologico! Eppure, nuovamente, proprio in questi giorni ne abbiamo visti gli effetti devastanti e luttuosi.,

Considerata l’insensatezza dei nostri politici, comunque allineati ad altri Paesi europei, possiamo tentare di difenderci dalla loro fame di business a base di cemento con la petizione Salviamo il suolo, che vede l’aggregazione di oltre 450 associazioni a livello europeo: dobbiamo raccogliere un milione firme affinché l’Unione europea emani una direttiva efficace per frenare il consumo di suolo. È molto semplice, munitevi di carta di identità e firmate anche voi. Non servirà a fermare le devastazioni programmate da Maroni & Co, ma potremo sperare per il futuro delle prossime generazioni.

Cosa perdiamo con il consumo di 6.520 ettari di suolo…

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Casa Chiaravalle, dalla mafia alla collettività. Rinascerà grazie al consorzio d’imprese sociali e a una raccolta di fondi e di idee dei milanesi

Casa Chiaravalle, dalla mafia alla collettività:
nuova vita grazie al consorzio d’imprese sociali
e a una raccolta di fondi e di idee dei milanesi

Sarà il simbolo di una nuova idea di convivenza civile, di accoglienza, di integrazione. Casa Chiaravalle, a poche centinaia di metri dall’omonima Abbazia, con i suoi 1.600 mq di edifici, un terreno piantumato e recintato di circa un ettaro e 6 ettari di terreno coltivabile, è il secondo bene per estensione confiscato nel 2012 alla criminalità organizzata nel Nord Italia. Nel 2014 il bene è stato assegnato dal Comune di Milano, tramite bando in concessione ventennale a uso gratuito, a un gruppo di quattro organizzazioni del Terzo Settore milanese: Consorzio SIS, ARCI Milano, Cooperativa Chico Mendes e Cooperativa Sociale La Strada.
Ora, la più grande area cittadina sottratta alla criminalità avrà una nuova vita grazie ad un consorzio di imprese sociali e a una raccolta di fondi e di idee. Infatti, davanti a Casa Chiaravalle, nascerà il primo Giardino Accogliente di Milano. Un nuovo spazio sociale che sarà punto di riferimento per il vicino borgo di Chiaravalle ma non solo: vuole diventare punto di riferimento cittadino grazie al contributo di tutte e tutti.  Un luogo di incontro e aggregazione, uno spazio ideale per diverse attività: da feste a spettacoli, incontri, concerti, giochi per bambini, attività per la terza età, eventi aperti a tutti per tutto l’anno.
Come diventerà? Lo decideranno i milanesi. In questi giorni infatti è partito un ‘concorso’ di idee aperto a tutti…

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