Cascine e borghi cancellati dalla superstrada
Il malessere per la Vigevano Malpensa si amplia
e anche la stampa locale non chiude gli occhi
3 gennaio 2018. Può sembrare una piccola cosa che periodici locali dell’Abbiatense come Ordine e Libertà e Il Corriere Alto Milanese abbiamo riportato in questi giorni la notizia degli striscioni di protesta alla Cascina Beretta di Castellazzo dè Barzi (frazione di Robecco sul Naviglio, comune tra i più a favore della superstrada). Ma non è così.
Non troppi anni fa, nell’est Milano, la stampa locale ebbe un ruolo importante nella creazione di un acritico consenso nel territorio per la Tangenziale Est Esterna, il cui flop è sotto gli occhi di tutti. Ma bastò concentrarsi sui nuovi centri sportivi, rotonde e parchetti comunali messi sul piatto a compensazione dell’autostrada, o sulle promesse di sviluppo locale all’ombra dei viadotti di cemento. Salvo poi ricredersi, quando ormai il disastro era ormai compiuto: migliaia di ettari divorati dal cemento, agricoltori espropriati e ancora in attesa di rimborsi, aziende agricole attraversate dall’autostrada rendendo assai difficile il lavoro … Vale quindi la pena di riportare l’articolo apparso il 28 dicembre scorso …

2 gennaio 2018. Di chiese abbandonate e/o sconsacrate nel Parco Sud ne abbiamo scritto ormai diverse volte. L’ultima è stata lo scorso settembre (
30 dicembre 2017. Recidivo. Ecco com’è il comportamento del comune di Rozzano. Ci aveva provato 5 anni fa l’amministrazione dell’ex sindaco Massimo D’Avolio, che nel mastodontico PGT (+ 35% di abitanti nel Piano di Governo del Territorio) ci aveva inserito quella che con indubbia trasparenza era stata definita dai proponenti “strada-parco”: un asse viario di collegamento della milanese via dei Missaglia con la ex statale dei Giovi, che avrebbe intaccato il delicato corridoio agricolo tra il quartiere milanese di Gratosoglio e quello rozzanese di Quinto de’ Stampi. L’operazione allora non riuscì grazie alla fermezza dei tecnici del Parco Sud: D’Avolio, che pure sedeva nel Direttivo dell’Ente Parco come presidente dell’Assemblea dei Sindaci, non poté che accettare il diniego.
30 dicembre 2017. L’agricoltura è ovviamente il punto di forza del Parco Sud Milano, che però, all’interno dei suoi 47mila ettari estesi nei 61 comuni di appartenenza, racchiude scrigni di rilevanza naturale, con acque limpide, fontanili, flora, fauna: in sintesi, molteplici forme di biodiversità, tutte da salvaguardare per riscattare, almeno in parte, lo sconsiderato utilizzo di questo territorio, che ha in sè anche grandi potenzialità di riavvicinarci alla natura.
29 dicembre 2017. Guardare il cielo e i campi è sempre bello, ma qualche volta può essere addirittura emozionante se addirittura si avvista una o più cicogne bianche che, spesso, senza battere le ampie ali di quasi due metri veleggiano in cielo. Oppure le trovi a razzolare nei prati, con la loro livrea bianca, punta delle ali nere, becco e zampe arancioni. Molti dei nostri lettori ci hanno messo passione e attenzione riuscendo a segnalare molteplici avvistamenti, soprattutto nel Parco Agricolo Sud Milano, così come richiestoci dalla Lipu (lega per la protezione degli uccelli). I report della Lipu degli ultimi anni, infatti, fotografano un quadro molto positivo: la cicogna bianca, reintrodotta in Lombardia dagli anni ’70, si trova bene nel Parco Agricolo Sud Milano, dove è possibile osservarne gli imponenti nidi (fino a 150 kg di peso) su campanili, tralicci o pali di nidificazione piazzati a bella posta per favorirne la stanzialità.
24 dicembre 2017. Per capire il vero significato di “Milano Città di Campagna” bisogna andare appena oltre la tangenziale ovest, nel borgo di Muggiano, in Municipio 7, e incamminarsi nel reticolo di stradine che attraversano campi, incrociano fontanili, entrano in cascine: chilometri e chilometri di agricoltura viva, con parchi urbani ben integrati con i campi coltivati e diversi laghetti, salvaguardati dai vigili e sensibili agricoltori. Ma sono anche evidenti le aggressive intromissioni del degrado che la metropoli spinge ai suoi margini, ignorandone i danni perché invisibili ai più. Certo, qualche passo avanti per il recupero di alcune aree degradate da accampamenti abusivi è stato fatto dall’amministrazione di Milano, ma agli sforzi anche lodevoli, è mancata la continuità, la convinzione, forse ignara del fatto che ogni stasi, ogni stallo rischia di rimettere velocemente in moto il deterioramento del territorio. L’assessore Granelli…