Maroni, cava Vanzago

Maroni insiste per la cava a Vanzago
E ora ricorre al Consiglio di Stato
Ma il Comune da anni gli nega il consenso

28 gennaio 2018. Errare è umano, perseverare… Il vecchio adagio sugli errori commessi e sulla continua loro perpetrazione viene citato nel titolo del comunicato del Comune di Vanzago perché risulta incomprensibile l’insistenza con la quale Regione Lombardia persevera nel voler inserire l’area in Vanzago adiacente a Valdarenne e Mantegazza (nel Parco Sud) nell’Ambito territoriale estrattivo “g7” (in seguito ATEg7) localizzato in Pregnana.
L’11 gennaio 2018, infatti, è stato notificato all’avvocato del Comune di Vanzago il ricorso al Consiglio di Stato firmato dal Presidente Pro Tempore di Regione Lombardia, Roberto Maroni, contro la sentenza n. 2125/2017 del 10.11.2017 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Sezione Quarta, sentenza che diede piena ragione al Comune di Vanzago in merito alla difesa del territorio dell’Ambito Territoriale Estrattivo di cava ATEg7 presente nel Parco Agricolo Sud Milano nella zona che lambisce Valdarenne e Mantegazza.
Cosa deve fare un Comune per difendere i priori cittadini e il proprio territorio, in particolare quello più pregiato inserito nel Parco Agricolo Sud Milano e nel corridoio della Rete Ecologica Regionale che si collega all’Oasi del WWF, dalleattività di escavazione e, nell’ultimo decennio, anche quelle di trattamento delle terre e rocce da scavo e di recupero di rifiuti inerti?
Come mai Regione Lombardia ha così tanto interesse nell’inserire questi 83.000 mq (immaginate due centri commerciali contigui) situati in Vanzago, nel Piano delle Cave, dopo che vari enti e vari gradi di giudizio hanno stabilito che non v’è motivo perché tale area sia inserita nell’ATEg7?
Perché i cittadini di Vanzago devono spendere decine di migliaia di euro in processi per far fronte agli errori di Regione Lombardia, quando sarebbe più opportuno che Regione Lombardia rispettasse il nostro territorio?

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Disastro ferroviario di Pioltello

Disastro ferroviario di Pioltello
Giusto il cordoglio per le vittime,
ma non basta!

25 gennaio 2018. L’incidente ferroviario di stamani presso la stazione di Pioltello tocca il cuore. Tre donne morte, probabilmente andando verso il lavoro, e tanti feriti, anche molto gravi. Pendolari che ogni giorni si riversano a Milano, poi lavoro-lavoro-lavoro e infine il ritorno sulla stessa tratta.
Il pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, a cui siamo umanamente vicini.
Ma sapere che il disastro è stato dovuto alla rottura di una rotaia o al cedimento del carrello di un vagone mette i brividi, perchè pone in discussione la sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini.
Altro cura del ferro: negli investimenti per la mobilità, la ferrovia è la negletta. Si investe su nuove strade, superstrade e autostrade mentre, per fare un solo esempio, sulla Milano-Mortara da Albairate alla provincia pavese si viaggia su un solo binario perché “i soldi non ci sono”. Mettiamoci poi le esternalizzazioni dei lavori di controllo e per la sicurezza, magari con gare al massimo ribasso dei costi, e il disastro è solo una questione di tempo. Il caso ci ha messo solo il giorno, l’ora e il luogo dove tre persone assonnate hanno perso la vita.

DistrettoMartesana

Nasce il Distretto Agricolo Adda Martesana
Si espande e si rafforza l’agricoltura milanese
capace di valorizzare ambiente e paesaggio

25 gennaio 2018. Una fusione di intenti non solo sulla carta, ma anche con la mente e con il cuore. È quanto sta succedendo a nord est del Parco dove lavorano uniti e alacremente ben 29 comuni, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attivando tutte le leve per sviluppare un’economia locale basata sulle peculiarità del luogo. Hanno iniziato costituendo l’Ecomuseo, un progetto culturale innovativo che punta a far riscoprire e valorizzare quanto di attrattivo già esiste sul territorio (vedi ns. articolo), e ora è il momento del DAMA, ovvero, il Distretto Agricolo Adda Martesana: anche qui l’obiettivo è la valorizzazione del territorio, ma con il fine più specifico di riconoscere il ruolo fondamentale dell’agricoltura.
Capofila del progetto DAMA è il Comune di Liscate, dove il sindaco Alberto Fulgione da anni si è attivato con creatività per coinvolgere gli altri amministratori, le imprese, le università (quella di Agraria di Milano), gli Enti Parco (Agricolo Sud Milano e Adda Nord) e le associazioni agricole, ambientaliste, culturali e sociali, al fine di costruire una rete di collegamento per ripensare a un’economia locale legata alle ricchezze del territorio. “Non è più tempo di stare da soli -afferma il sindaco Fulgione- mettendoci in squadra, aggregandoci, possiamo promuovere oltre i confini locali tutto quanto di buono e di bello il nostro territorio è in grado di offrire. Senza trascurare il fatto che l’unione consente di accedere più facilmente a bandi europei, nazionali e regionali in grado di garantire sostegni economici anche importanti”. Il lavoro è stato intenso, ma ora il progetto …

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Api cercano casa

Api cercano casa nel Sud Milano
Dal corso di Apicoltura Urbana a Nocetum
un appello per trovare spazi per 20 arnie

 20 gennaio 2018. Ci ha scritto un gruppo di partecipanti al corso di Apicultura Urbana che si sta svolgendo a Nocetum. Giunti quasi alla fine del corso, stanno cercando un posto dove mettere in pratica le nozioni acquisite. E allora, perché non far nascere un piccolo Apiario Condiviso come quello che c’è già nel Parco di Monza e altri che ultimamente stanno nascendo in varie zone della periferia milanese?
“Vogliamo creare un luogo di condivisione, di scambio, che per alcuni potrebbe rivelarsi anche un’occasione per inventarsi, col tempo, un lavoro nuovo –scrivono i neo apicoltori-. Nel contempo, vogliamo anche proteggere l’ape come specie in via di estinzione. L’estrema importanza dell’allevamento di questo preziosissimo insetto impollinatore è ormai ampiamente riconosciuto e documentato in tutto il mondo e ovunque sono stati avviati o si stanno avviando progetti volti al fine di ampliare sempre più l’attività di apicoltura, anche in ambito urbano.
Molti di noi abitano nella zona Sud di Milano e ci piacerebbe dare un contributo per migliorare e ridare vita a questo territorio di Milano.
In sostanza stiamo cercando un piccolo spazio di 0,5 ettari circa, tranquillo, non transitato, meglio se circondato da vegetazione (ancor meglio se recintato), per collocare una ventina di arnie. Tutte le spese ovviamente sarebbero a carico dei partecipanti (per ora siamo una decina).
L’idea ci sembra bella e condivisibile. Conosciamo diversi agricoltori che ospitano arnie, non avendone danno e anzi migliorando le fioriture e le produzioni di giardini e orti. Magari si può trovare qualcosa nella zona sud-est del Parco Sud, non troppo lontano dalla città.
Pensateci su e troviamo una soluzione. Per contattarci info@assparcosud.org

ScaloMilanoterreniParco

Che fine hanno fatto i 133mila mq agricoli
che l’outlet Scalo Milano di Locate Triulzi
aveva promesso al Parco Sud 6 anni fa?

19 gennaio 2018. Il prossimo 26 maggio saranno passati 6 anni dal parere positivo espresso anche dall’Ente Parco Agricolo Sud Milano, allora presieduto da Guido Podestà, all’edificazione, in piena campagna, di un Polo dei distretti produttivi situato nella parte nord-ovest del comune di Locate Triulzi che prevedeva la realizzazione del Fashion Factory Outlet Village, poi divenuto Scalo Milano e aperto nell’ottobre 2016. Il parere era però condizionato a “misure mitigative e compensative” tra cui “la cessione dell’intera area ricadente all’interno del territorio del Parco, con esclusione delle aree necessarie per la realizzazione della viabilità”.
L’outlet di campagna (così l’abbiamo ribattezzato a suo tempo) è stato cinaugurato quasi un anno e mezzo fa, ma della cessione nemmeno l’ombra. Non solo, a oggi non c’è neanche uno straccio di progetto per valorizzare l’area vasta oltre 13 ettari, proprio di fronte al santuario di Santa Maria alla Fontana, di cui, paesaggisticamente, l’outlet ha spezzato l’incanto. L’impegno di sviluppare un progetto l’aveva assunto….

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OpenAgri Nosedo

Milano, con OpenAgri, mette a disposizione
30 ettari di terreno di Cascina Nosedo
per sviluppare l’agricoltura periurbana

16 gennaio 2018. Innovazione e rispetto dell’ambiente era la sfida del bando di OpenAgri, lanciato dal Comune di Milano. Ed ecco che saranno sviluppati 18 moderni progetti per lo sviluppo dell’agricoltura periurbana. Selezionate tra le oltre 50 “idee” arrivate all’amministrazione, nelle proposte dei 18 vincitori si trovano innovazioni quali un impianto per la generazione di energia pulita, partendo dagli scarti organici agricoli e del vicino ortomercato, alla coltivazione idroponica dell’alimento del futuro: l’alga spirulina e un moderno forno condiviso dove produrre pane e prodotti derivati da antiche farine, educando anche le persone alla corretta alimentazione, moderne serre automatizzate per la coltivazione di frutta e verdura a km 0 da ordinare tramite smartphone.
Nel complesso, sono tre i macro ambiti su cui si sono focalizzati i progetti: nuove produzioni e servizi agro-sistemici (5 progetti), innovazione tecnologica nella filiera agroalimentare (8 progetti), sharing economy e innovazione sociale (5 progetti). Sono stati 13 gli aspiranti…

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