Mosse contro l’abbattimento dello stadio e la speculazione

Stadio Meazza a San Siro: la Commissione Europea
da l’OK alla procedura d’urgenza
per la petizione a sostegno della sua ristrutturazione

28 gennaio 2021. È stata accettata – con votazione unanime – la procedura d’urgenza per la Petizione a sostegno della ristrutturazione dello stadio Meazza a San Siro da parte della Commissione Europea. La discussione in Parlamento potrebbe essere calendarizzata già per marzo o aprile.
La Petizione “In difesa dello stadio pubblico Meazza a San Siro” era stata inoltrata dal Comitato Coordinamento San Siro alla Commissione Europea in dicembre ed era anche stata richiesta di una procedura d’urgenza, richiesta presentata dall’europarlamentare Eleonora Evi.
È davvero una buona notizia. E ancor più perché è stata una votazione unanime: dimostrazione che – come abbiamo sempre sostenuto – la questione Stadio San Siro non è solo una storia di un quartiere e nemmeno di una sola città, bensì una questione internazionale.
Lo stadio Meazza a San Siro come dimostrato si può ristrutturare e ammodernato alla grande, mantenendo però le sue caratteristiche iconiche. In questo modo non c’è necessità di costruire un nuovo stadio e distruggere il verde esistente. (altro…)

Sorpasso storico nella produzione energetica

Nel 2020 nell’Ue la produzione di energia da rinnovabili
ha superato quella da fossili
Cala il carbone, ma il suo azzeramento è troppo lento

27 gennaio 2021. Il quinto rapporto annuale di Ember e Agora Energiewende sul monitoraggio della transizione elettrica in Europa ha rivelato che nel 2020 le energie rinnovabili hanno superato i combustibili fossili, diventando per la prima volta la principale fonte di elettricità dell’Unione europea.
Le energie rinnovabili nell’Ue sono aumentate fino a produrre il 38% dell’elettricità europea – la stessa percentuale dell’Italia secondo i dati pubblicati recentemente da Terna – con un aumento rispetto al 34,6% nel 2019, mentre la percentuale dell’energia europea prodotta da fonti fossili è scesa al 37%. A livello nazionale, anche Germania e Spagna (e separatamente il Regno Unito) hanno raggiunto questo traguardo per la prima volta. (altro…)

Rapporto Ispra sui pesticidi

Pesticidi nelle acque: un campione su 3 fuori legge
Preoccupano per la salute umana
l’effetto accumulo e il mix di veleni

26 gennaio 2021. Reso noto, alla vigilia di Natale, il rapporto dell’autorevole centro pubblico Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Si trovano tracce di pesticidi in più di un campione su tre di acque superficiali. Il glifosato la fa da padrone.
Il rischio pesticidi in Italia è estremamente elevato. Lo conferma anche l’ultimo rapporto di Ispra evidenzia scientificamente quanto veleno in Italia viene sparso sui campi per poi “scendere” nelle acque.
La contaminazione da pesticidi delle acque è diffusa, mette a rischio la salute ambientale e umana, e per uno dei problemi maggiori, quello del mix di sostanze chimiche di sintesi, non ci sono studi approfonditi né tantomeno limiti di legge. Sono stati trovati pesticidi nel 77,3% dei 1.980 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 32,2% dei 2.795 punti di monitoraggio delle acque sotterranee. Sono state cercate complessivamente 426 sostanze e ne sono state trovate 299. Gli insetticidi sono la classe di sostanze più rinvenute, a differenza del passato, quando erano gli erbicidi. (altro…)

Ritorna parte del tracciato Tangenziale Ovest Esterna

La Regione ci riprova
Dalla “riqualificazione” della Binasco-Melegnano
rispunta la Tangenziale Ovest Esterna


20 gennaio 2021. Era il 2011. In Provincia di Milano, il mai rimpianto assessore Fabio Altitonante (giunta Podestà), stava predisponendo il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp) e, nelle prime bozze cartografiche, ecco apparire il tracciato di una nuova Tangenziale Ovest Esterna (TOE), inserita nel sistema infrastrutturale quale “opera strategica”.
Una forte mobilitazione di associazioni, cittadini e amministrazioni comunali riuscì nell’intento di convincere i pianificatori provinciali dell’inadeguatezza trasportistica e soprattutto dell’insostenibilità territoriale di tale infrastruttura. L’dea venne così scartata sul nascere e nel 2013 il Ptcp fu approvato senza alcun riferimento all’ipotesi di TOE.
Quatto anni dopo, nel 2015, ci riprovò Regione Lombardia: il medesimo rifiuto delle amministrazioni locali e dei loro cittadini portò ad espungere dall’allora redigendo Piano Regionale Mobilità e Trasporti (PRMT) un analogo progetto e, infatti, nel PRMT approvato nel 2016 non c’è traccia di nuove autostrade inutili a sud di Milano.
Ora ci risiamo. (altro…)

Finanza e incuria contro il borgo milanese di Macconago

Borgo di Macconago
sotto i riflettori del gotha finanziario milanese
ma “dimenticato” da Comune e Sovrintendenza


6 gennaio 2021. “L’area storico-monumentale di via Ripamonti è area d’oro. La speculazione edilizia (c’è l’intero gotha della finanza) usa le onlus che vi operano come cavallo di Troia. La Soprintendenza aveva avviato un incoraggiante iter per la protezione di chiesa e paesaggio, ma lo ha sospeso”. Questo è l’incipit/sintesi di un articolo di Roberto Schena, apparso sul suo sito http://www.ilcielosumilano.it/ che, con una competenze e completezza rara, (ri)accende i fari sul borgo milanese di Macconago. Qui, per la troppa vicinanza dell’ospedale privato IEO (Istituto Oncologico Europeo), la fame edilizia dei personaggi forti della finanza rischia di cancellare/snaturare il piccolo centro intriso di storia, come testimonia la presenza di un castello medievale e di una chiesa del XVIII. E gli attori pubblici, che dovrebbero tutelare e valorizzare il borgo? Non ne escono bene, con la Sovrintendenza che tentenna e l’assessore Pierfrancesco Maran che sembra quantomeno disinteressato, forse ingolfato da troppe deleghe pesanti. (altro…)

PNRR del Governo ritarda l’uscita dai combustibili fossili

Bozza del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza
sconcerto di Greenpeace, Legambiente e WWF:
scritto sotto dettatura di Eni?

2 Gennaio 2021. Facciamo nostro e difondiamo il comunicato odierno delle tre associazioni:

“Ci sono misure scritte sotto dettatura di ENI. Chiediamo al Governo italiano di respingere al mittente questa invasione di campo”
“Da mesi chiediamo un Piano Nazionale Ripresa e Resilienza “partecipato” per evitare un PNRR ‘delle partecipate’, come alcune indiscrezioni delle ultime settimane lasciavano temere. Leggendo la seconda bozza del Piano, datata 29 dicembre, siamo stati ampiamente smentiti. Abbiamo, infatti, a che fare con un Piano che contiene diverse misure che sembrano scritte sotto dettatura solo da una azienda parzialmente capitale pubblico che fattura ogni anno 70 miliardi di euro, sia permesso di farsi finanziare i propri progetti con soldi dei contribuenti europei”. È quanto denunciano Greenpeace, Legambiente e WWF che commentano così la bozza di Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.

Le tre associazioni rivolgono inoltre un appello preciso all’Esecutivo: “Chiediamo che il governo garantisca l’interesse pubblico generale del piano non trasformandolo in un veicolo finanziario a vantaggio di privati che hanno chiari interessi a dilazionare la transizione energetica rallentando il definitivo superamento dei combustibili fossili. Il progetto di confinamento della CO2 nei fondali marini in Alto Adriatico inserito nel PNRR è solo un pozzo senza fondo, come dimostrato in tutto il mondo, che non va certo nel senso del cambiamento radicale di modello di business necessario per riconvertire la più grande azienda italiana che opera nel settore causa del cambiamento climatico, cioè i combustibili fossili. L’attuale piano industriale di Eni, infatti, non è in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e rimanda le riduzioni delle emissioni di CO2 a dopo il 2030, cosa gravissima se si tiene conto che le emissioni globali dell’azienda sono superiori a quelle dell’Italia”.

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