La fioritura a Frutta in Campo

Frutta in Campo è tutta in fiore
e a fine maggio le prime ciliegie da cogliere
nella speranza che il virus molli la presa

24 marzo 2020. I gestori di Frutta in Campo avevano pensato di organizzare l’apertura del frutteto per uno o più giorni a fine marzo, per far godere a tutti la bellezza della primavera e della fioritura degli alberi da frutta.
Ma non è andata così. Sperando solo che questa situazione di clausura forzata finisca al più presto, già a partire da fine maggio saranno pronte da cogliere le ciliegie. A seguire ci saranno tante varietà di albicocche, pesche, mirtilli, more, susine, pere mele e uva. Ci saranno perciò occasioni di riprendere il contatto con la natura, raccogliere a piene mani direttamente dalle piante e commentare quanto sono buoni i frutti appena colti.
Intanto, godiamoci al momento le foto della fioritura.

Il frutteto è nato dalla volontà di un gruppo di persone, perlopiù frequentatori di Bosco in Città.
Si tratta di una novità assoluta per Milano e per il Parco Sud. Nel 2016, i nostri “imprenditori” hanno acquistato un terreno (non edificabile, essendo nel Parco Sud) di circa 3 ettari, dove da vent’anni cresceva solo erba, e vi hanno piantato ben 2.000 piante con 60 varietà di sapori, tra cui anche frutti di una volta: dalle mele alle ciliegie, alle albicocche fino all’uva e ai piccoli frutti, quali mirtilli e more.
Oltre che freschi e saporiti, i prodotti sono quindi sani e di alta qualità. Merito anche del terreno, privo di residui chimici da agricoltura in quanto rimasto “fermo” per 20 anni poiché utilizzato al più per la pastorizia.
www.fruttaincampo.it

Giornata mondiale dell’acqua 2020

Oggi la giornata mondiale dell’acqua.
L’appello dei geologi: “Disservizi e rete oblsoleta”
L’Italia maglia nera in Europa

Oggi 22 marzo è la Giornata mondiale dell’Acqua – con il tema “Natura e cambiamento climatico” – e per l’occasione il Consiglio nazionale dei Geologi (Cng) chiede, in una nota, un Testo unico che tuteli questa risorsa “certamente la più preziosa per le generazioni future. È un bene inalienabile ma non inesauribile, da non sprecare e da salvaguardare”.

“In Italia, in questi giorni di emergenza sanitaria a causa del Covid-19, le temporanee sospensioni e/o limitazioni dovute ai disservizi di una distribuzione obsoleta e molto spesso irrazionale, tendono ad evidenziare più che mai l’importanza di un bene che troppo spesso diamo per scontato”. Il sistema idrico e i servizi igienico-sanitari sono determinanti per lo sviluppo socio-economico, per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente, ovvero per la salute, il benessere e la produttività di qualsiasi comunità, fa sapere il Cng. (altro…)

Rocca Brivio è un patrimonio comune

Le Associazioni rilanciano su Rocca Brivio
con un appello perchè rimanga pubblica
ai sindaci di Melegnano, S. Donato e S. Giuliano M.

21 marzo 2020. In un momento di emergenza che impegna operatori sanitari  e Istituzioni nel curare i cittadini e nel contenere il virus micidiale, consapevoli della situazione, le Associazioni Culturali, Sociali e Sportive dei tre Comuni comproprietari del vecchio maniero, residenza nobile di campagna della nobile famiglia dei Brivio di età rinascimentale, possente come un fortilizio costruito sulle sponde del Lambro alla confluenza con la Vettabbia,  rivolgono un appello per riconsiderare la valorizzazione e l’utilizzo della Rocca con attività e iniziative proprie del territorio, mantenendone la proprietà pubblica.

Le scriventi associazioni, in numero di 28, coordinate dal presidente della consulta culturale di San Giuliano Milanese, Roberto Tampone, ne hanno pubblicamente discusso in diversi incontri pubblici, rifacendo la storia più che cinquantennale del prezioso bene monumentale, passando in rassegna le varie iniziative per valorizzarlo, le risorse impiegate per la manutenzione, la cura esercitata in questi anni incessantemente dalla Associazione Rocca Brivio che ha consentito ora di avere a disposizione un bene che “avrebbe molte possibilità di utilizzo pubblico”, dicono le associazioni. (altro…)

In tempi di coronavirus accadono fatti irresponsabili

A Milano si decimano piante a non finire.
Che vergogna per l’Amministrazione!
Il Comitato La Goccia cerca supporto legale

13 marzo 2020. Oggi senza alcuna remora di sorta si distruggono boschi, piante, senza alcun rispetto al solo fine di edificare, cementificare, asfaltare strade ed autostrade, solo per pura avidità di denaro, null’altro che per denaro.
Il 02 gennaio 2020 a Milano, sotto la protezione della Polizia in assetto antisommossa, vengono abbattute nel Parco Bassini ben n. 57 piante di alto fusto di 60 anni circa, ora restano in piedi solo due alberi posti sotto sequestro dalla Magistratura a seguito di un esposto alla Procura.
Ai primi di Marzo 2020 nell’area della Goccia (ex Gasometri della Bovisa), mentre l’attenzione generale era concentrata sul fronte sanitario per il Coronavirus, sono stati tagliati ben n. 80 alberi di alto fusto – pioppo nero – di diametro di 60/80 cm. ca., piantati a scopo di riforestazione negli anni ’70 per conto di AEM, ultima proprietaria del terreno. Risultato:

  1. distruzione di un bosco che da solo avrebbe potuto assorbire 65.000 kg di CO2 nel 2020
  2. minore riduzione della temperatura e dell’ozono
  3. sconvolgimento della vita degli animali e degli uccelli che in questo periodo nidificano
  4. diverse e svariate altre conseguenze sull’ambiente e sulla salute degli umani

Non possiamo restare in silenzio ed accettare questo arrogante scempio che ci danneggia in tutto e per tutto in ogni settore! Diciamo basta e sollecitiamo interventi a chi è preposto alla cura, alla tutela del territorio, dell’ambiente, della salute per porre fine a questa insana e pericolosa incoscienza.

https://boscolagoccia.net/colpo-basso/

Abbiamo bisogno di supporto legale. Chiunque sia disponibile ad aiutarci è pregato di contattarci al 3351248981.

Vi ringraziamo per l’attenzione e inviamo cordiali saluti,

Luciana Bordin

x Comitato la Goccia

Itinerario 7 nel Parco Agricolo Sud Milano

Castelli, rocche, abbazie
con panorami di natura e storia che rivive
ecco San Giuliano e i suoi borghi


Situato a sud-est di Milano, il comune conta quasi 39.000 abitanti (al 31-12-2019) ripartiti tra il nucleo urbano principale e le sue numerose frazioni: Borgolombardo, Carpianello, Civesio, Mezzano, Pedriano, Cologno, Sesto Ulteriano, Viboldone e Zivido. San Giuliano Milanese ha un’estensione di 30,71 kmq, di cui 22,78 nell’area del Parco Agricolo Sud Milano.
Il nucleo principale del comune si sviluppa attorno all’importante arteria stradale via Emilia. Ad amministrare il comune è una giunta guidata da Marco Segala.

Da vedere
Abbazia di Viboldone
 Edificata ad opera dei Frati Umiliati, che nel 1176 si insediarono a Vico Boldonis (oggi corrispondente alla frazione Viboldone), fu una delle prime Case dell’Ordine e certamente una delle più celebri degli Umiliati, poiché rappresenta un esempio caratteristico del ricco complesso conventuale Humiliatorum. Nel 1571, tuttavia, l’ordine subì la scomunica papale ad opera di Pio V, che ne sanciva lo scioglimento a causa di un presunto decadimento di quei valori morali che ne avevano ispirato la fondazione. L’abbazia, che all’epoca esercitava un controllo esteso su gran parte dei terreni circostanti, fu quindi oggetto di vari passaggi di proprietà, sino a quando, dopo il XIII secolo, divenne proprietà della nobile famiglia guelfa dei Brivio. Oggi vi risiede una comunità di monache benedettine, dedite al restauro di codici e libri antichi.
La facciata è a capanna, caratteristica per le bifore aperte sul cielo, con tessitura muraria in mattoni a vista, solcata da due semicolonne che la tripartiscono, con decorazioni di pietra bianca. (altro…)

Per il gioiello Rocca Brivio fallisce la via della fondazione

Rocca Brivio a San Giuliano sempre più in bilico
Dopo il fallimento dell’ennesimo bando
scatta l’ora di un asta per privatizzarlo?

7 marzo 2020. A fine febbraio sono scaduti i termini di un bando per formare una fondazione per la gestione di Rocca Brivio, complesso cinquecentesco che si staglia nelle campagne di San Giuliano Milanese tra la via Emilia e le anse del fiume Lambro. I soggetti del terzo settore, che nei mesi scorsi si erano fatti avanti, non hanno concretizzato il loro interesse e il cerino acceso è tornato nelle mani degli attuali proprietari, ovvero la società pubblica Cap Holding spa (che detiene il 51%), le amministrazioni di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese, Melegnano e, per una piccola quota, l’Associazione Roccabrivio, che con i suoi volontari ha svolto una tutela di sprone e di controllo, animando la struttura con mostre, concerti e altri eventi.
I sindaci per ora non si sono ancora espressi -complice anche l’emergenza covid-19 in corso- ma il rischio che si paventa nei prossimi mesi è che diverrà complicato anche il solo pagare le bollette o effettuare le piccole manutenzioni necessarie e, in fondo al tunnel, si prospetta l’alienazione di questo splendido bene pubblico a favore dei privati, attraverso la sua messa all’asta. (altro…)

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