Naufragio riforma Parchi

Naufragio della riforma dei Parchi lombardi
il centro destra affossa le macro-aree
E l’unione dei Parchi Nord e Sud Milano?

9 dicembre 2017. Sorpresa e imbarazzo pochi giorni fa in Commissione agricoltura della Regione Lombardia: è stata la stessa maggioranza che ha chiesto il ritiro della delibera della Giunta Maroni per il riassetto in 9 macro-aree dei 24 Parchi regionali. Salta quindi un tassello fondamentale della legge regionale di riordino delle aree protette, che prevedeva tra l’altro l’unificazione del Parco Agricolo Sud Milano con il Parco Nord.
Piccato il commento della assessora all’Ambiente Claudia Terzi (nel riquadro a destra): “Prendo atto del comportamento della maggioranza, anche se mi aspettavo venissero quantomeno proposte delle modifiche”. Sempre secondo l’assessora, la ragione sta nei tagli dei posti nei consigli direttivi: “Quando si tratta di tagliare le ‘cadreghine’ finisce che poi tutti sui arrabbiano, e ai politici con poco coraggio questo spaventa, soprattutto in tempi di campagna elettorale”. Quindi tutto bloccato, almeno sino alle prossime elezioni.
Viene meno così il motore principale che trainava il progetto di unificazione del Parco Agricolo Sud col Parco Nord Milano, e non è certamente un male. L’eventuale costituzione di un unico Parco Metropolitano, che -per avere un senso- deve comprendere anche tutti i PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale), non sarà più dettata da una legge deleteria. Si potrà così ragionare coi tempi e modi dovuti su come rafforzare e razionalizzare il governo delle aree verdi e agricole metropolitane, ascoltando le istanze dal basso senza cedimenti a logiche speculative.

Brescia-Consulta

‘Legge ammazzasuolo’ della Lombardia:
il Consiglio di Stato ha dubbi sulla legittimità.
Sarà la Consulta a valutarne la costituzionalità

8 dicembre 2018. Solo pochi Comuni, anzi, forse un unico tra quelli lombardi, ovvero Brescia, aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato in seguito alla sentenza del TAR, che bocciava la variante al Pgt (Piano di Governo del Territorio) avviata dall’Amministrazione  con l’obiettivo di dimezzare il consumo di suolo (da 1,2 milioni di cemento a 640mila metri quadri). Il Comune aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato sostenendo che la legge è incostituzionale in quanto va a ledere i poteri pianificatori dei Comuni. A supporto, anche Legambiente si era appellata al Consiglio di Stato. I giudici di Roma avevano ritenuto il ricorso meritevole di approfondimento e quindi sospeso la  sentenza del TAR. Si era ad aprile di quest’anno: ora è stato fatto  un altro passo verso la sentenza definitiva sulle espansioni urbanistiche del comune lombardo.
“Non è ancora la sentenza definitiva… (nella foto le aree della provincia di Brescia)

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No VIMA lettera sindaci

Salgono a 25 i sindaci del NO
alla Vigevano-Malpensa: il 14 dicembre
data decisiva. Lettera a Delrio e Maroni

 

6 dicembre 2017. Sì, anche oggi ci occupiamo della superstrada Vigevano-Malpensa, progetto al quale hanno espresso un deciso NO: Città metropolitana di Milano, città di Milano e 25 Comuni del Milanese, Parco sud, Parco del Ticino, dalle associazioni agricole Coldiretti, Copagri, Cia, Confagricoltura e dalle associazioni ambientaliste del territorio. Ricordiamo che i due Parchi perderebbero 2,5 milioni di mq di fertili terreni agricoli, con un costo di 220 milioni di denaro pubblico.
In questi giorni, in vista della definitiva conferenza dei servizi, prevista a Roma il prossimo 14 dicembre, i sindaci contrari hanno scritto a Graziano Delrio, ministro alle Infrastrutture e a Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia: chiedono che l’obsoleto progetto Anas del 2003 sia…

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Stadi Milano

I sindaci rincorrono il Milan (ieri l’Inter)
perché costruisca lo stadio da “single”
sui loro territori, non importa se verdi o agricoli

5 dicembre 2017. Ci sono argomenti sui quali “l’uomo qualunque” non ammette discussioni: autostrade, ospedali e campi di calcio. Si devono proprio fare. Non importa se le autostrade sono inutili perché in parallelo già ne scorre un’altra, se gli ospedali sono il grande business per i privati (tentate, se ci riuscite, a prenotare una visita qualunque con solo ticket al San Raffaele, all’Humanitas o a una delle altre tantissime strutture private), che hanno pure le corsie preferenziali per costruire nei Parchi. E infine, gli stadi: quelli da single, ovvero di squadre che non vogliono condividere i “vecchi” campi di calcio con il competitor locale: Milan-Inter, Roma-Lazio, Juventus-Torino ecc.
Tutti i sindaci tifano per lo stadio a casa loro. Anche Milano, San Donato, Sesto San Giovanni…

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Vigevano-Malpensa no CM

La Vigevano Malpensa non s’ha da fare
Anche la Città Metropolitana
chiede la cancellazione del progetto

1 dicembre 2017. Ieri, a grande maggioranza, anche il Consiglio della Città Metropolitana ha approvato una mozione dove chiede a Regione Lombardia e Ministero delle Infrastrutture “di abbandonare definitivamente il progetto” della superstrada Vigevano Malpensa, per salvaguardare i territori del Parco Agricolo Sud Milano e del Parco del Ticino. La mobilità può essere migliorata –prosegue il documento- attraverso il potenziamento del trasporto ferroviario (dopo Albairate, la linea diventa da Far West, con un solo binario) e la riqualificazione della viabilità esistente, evitando di reiterare situazioni negative in ambito ambientale ed economico, quali le recenti realizzazioni viarie (Pedemontana, TEEM, Brebemi) hanno dimostrato di essere.

Dopo quello del Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano e dell’Ente Gestore del Parco del Ticino, questo parere non potrà essere inascoltato alla prossima Conferenza dei Servizi che si terrà il prossimo 14 dicembre. La Regione Lombardia pensi a risolvere i problemi veri, non a infarcire il territorio di inutili e dannose infrastrutture viarie.

IN ex scali Milano

Scali Ferroviari Milano. Italia Nostra ricorre contro:
tra Comune e Ferrovia accordo deleterio.
Gli esposti-denuncia arrivano al Capo dello Stato

30 novembre 2017. Italia Nostra si oppone fermamente all’accordo tra Comune di Milano e Ferrovie dello Stato del giugno scorso e ricorre al Presidente della Repubblica per fermare un processo di trasformazione della città che considera molto pericoloso ed effettuato in maniera illegittima. Non è una battaglia per il NO: un utilizzo virtuoso degli ex scali, con la loro estensione di 1,25 milioni di mq, sarebbe l’occasione per permettere uno sviluppo sostenibile e sano alla metropoli. E’ invece un dato ufficiale che con questi progetti peggiorerà la concentrazione di inquinanti nell’aria (dato della Valutazione Ambientale Strategica).
Il ricorso si incentra anche sulla questione della proprietà degli ex scali. Secondo i ricorrenti, il Comune con questo accordo ha rinunciato a decidere liberamente sul migliore utilizzo di questo “bene comune” dei cittadini. “L’accordo di programma persegue un obiettivo che rappresenta una privatizzazione surrettizia” si legge in una lettera aperta al Sindaco Sala e al presidente regionale Maroni, firmata da 29 esponenti della cultura e del mondo accademico. Perché le Ferrovie dello Stato sono una spa e per di più è stato cooptato un fondo di investimento estero (Olimpia Investment Fund, controllato da una grande società immobiliare britannica), senza alcuna gara pubblica.

Il tutto si configura come un passaggio da un bene comune a una rendita fondiaria…

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