Basiglio video

Basiglio: ecco i luoghi su cui Berlusconi
intende costruire palazzi fino a 8 piani.
E hanno il coraggio di chiamarli terreni degradati

 

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23 ottobre 2017. Qualcuno riesce a vedere il degrado su questi terreni di Basiglio? Passati di mano in mano tra società della famiglia Berlusconi e approdate a Fininvest, questi 136mila mq hanno ormai tutte le carte in regola per costruirci su ben 180mila metri cubi di palazzi, alti sino a 8 piani.
Eppure è un dato di fatto che i cittadini di Basiglio non li vogliono. Su queste aree, Berlusconi aveva provato a farle trasformare da verde a edificabili: una prima volta nel 1992, ma gli abitanti votarono in massa un referendum urbanistico bloccando così le nuove edificazioni. Ci riprovò nel 1998, e anche allora la pressione dei cittadini fu tale da mandare in crisi la giunta comunale e cancellare la proposta. La terza volta, però, è stata quella buona: nel 2011…

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inquinamento

Il 17 ottobre 2013 l’OMS
ha ufficializzato: l’inquinamento atmosferico
è cancerogeno per gli esseri umani”. Ma…

Era lo scorso 4 agosto quando il comune di Milano, nel documento relativo al Governo del Territorio del Comune di Milano, Rapporto preliminare – Documento di scoping, scriveva:
Esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico
Solo in Italia muoiono prematuramente ogni anno oltre 67.000 persone a causa dell’inquinamento atmosferico, mentre in Europa si raggiungono i 467.000 decessi collegabili a questo problema ambientale, con costi esterni per la società, collegati alla salute, che si aggirano su una quota fra i 330 e i 940 miliardi di Euro all’ anno, secondo il recente Rapporto sulla qualità dell’aria pubblicato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA, 2014).
La letteratura scientifica riporta riscontri incontrovertibili su una vasta gamma di effetti sanitari che possono affliggere la popolazione sia per effetto di esposizione di lungo termine all’inquinamento atmosferico (effetti cancerogeni, aumento della mortalità e morbilità per effetto di patologie respiratorie e cardiovascolari, diabete, etc) che di breve termine, per cui si riscontra un aumento della mortalità e l’esacerbazione di temporanee – ma disabilitanti – patologie (es. asma ricorrente, riduzione della funzionalità respiratoria, infiammazioni/irritazioni di naso e gola, etc). In particolare questi effetti ricorrono nelle fasce più vulnerabili della popolazione quali i bambini, le donne in gravidanza e neonati anche in età prenatale, le persone anziane e malate.
Il 17 ottobre 2013 lo IARC (International Agency for Research of Cancer), agenzia specializzata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in una nota ufficiale ha annunciato che l’inquinamento atmosferico è stato classificato fra gli agenti definiti “sicuramente cancerogeni per gli esseri umani” (Gruppo 1), in quanto vi sono “sufficienti prove scientifiche” che consentono di affermare che l’esposizione alle sostanze inquinanti presenti in atmosfera causa il cancro…

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Basmetto

Torna l’allarme cemento nelle risaie
della quattrocentesca Cascina Basmetto:
sarà circondata da palazzoni di 7 piani

19 ottobre 2017. La Cacina Basmetto è una delle storiche cascine della Milano rurale di un tempo. Il Comune l’ha acquisita nel 1942 e dal 1958 è gestita dalla famiglia Papetti. Le prime notizie documentate sulla cascina Basmetto risalgono al 1400, epoca in cui apparteneva al monastero di San Barnaba in Gratosoglio.
Si trova nella zona sud di Milano, poco oltre la Conca Fallata, ancora oggi in piena campagna, tra il Naviglio Pavese e il Lambro Meridionale, circondata da campi coltivati a riso (è infatti parte del Parco delle risaie, all’interno del Parco Agricolo Sud).

La messa in crisi dell’agricoltura in città. Su questa storica cascina, da anni pende una spada di Damocle: l’edificazione di un progetto della cooperativa CMB, tra le maggiori a livello nazionale, che prevede palazzi di 7 piani con 435 appartamenti. La devastazione e lo snaturamento di tutta l’area della cascina, circondata così da edifici ben più alti, sono assicurati.
Nel 2012, il Comitato Basmetto, coadiuvato…

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Sarcofago

La storia riemerge dalle zolle del Parco Sud
Sesto Ulteriano: recuperato sarcofago del III sec.
grazie ai volontari di Italia Nostra

16 ottobre 2017. È stato laborioso e complesso il recupero effettuato sabato 14 ottobre di un coperchio di sarcofago risalente al III/IV secolo, fortuitamente scoperto oltre 4 anni addietro da Maurizio Bramini, membro di Italia Nostra Milano Sud-Est, che ne aveva riconosciute le estremità emergenti dal margine di un fosso nelle campagne attigue alla tangenziale Ovest.

L’operazione è stata condotta dai volontari di Italia Nostra sezione Milano Sud-Est, con l’ausilio della Protezione Civile locale e alla presenza di Stefania De Francesco, funzionario di zona della Soprintendenza, con Gianluca Mete conservatore dell’Area Archeologica Museo ex-Conventino di Lodivecchio.
Ma è stato solo grazie alla nuova amministrazione di San Giuliano che si è finalmente proceduto al recupero del reperto: “L’operazione -spiega Cristiana Amoruso, presidente di Italia Nostra Milano Sud Est- è il frutto di mesi di lavoro e accordi concertati…

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rinascita Mirasole

Nuova linfa vitale scorre tra le mura dell’Abbazia
Il “miracolo” della rinascita di Mirasole

15 ottobre 2017. Non è la più grande, né la più monumentale, ma il fascino dell’Abbazia di Mirasole a Opera, con le sue linee armoniche e l’immenso spiazzo contornato da antiche mura, è innegabile. Dopo l’addio dei monaci francesi dell’ordine dei Premostratensi(*) -cui bisogna riconoscere il merito, dopo mezzo millennio di abbandono, di farla rinascere come luogo di culto e di accoglienza- sono subentrate la Fondazione Progetto Arca e l’impresa sociale Progetto Mirasole, vincendo lo scorso anno il bando della proprietà (la Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, dell’Ospedale Maggiore di Milano), che la gestiranno per 30 anni .
Se fino a qualche anno fa, prima dell’arrivo dei monaci, l’unica presenza “viva” era una custode, oggi, a un anno dalla presa di possesso delle due realtà solidali, l’atmosfera è decisamente cambiata…

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NotangUe

Resta aperta la Petizione contro il progetto Anas
della superstrada Vigevano – Malpensa
“QUESTA PARTE D’EUROPA
È TROPPO BELLA PER ESSERE DISTRUTTA”

 Comunicato Stampa

“Questa parte d’Europa è troppo bella per essere distrutta”. Con queste parole è terminato l’intervento di Cecilia Vikstrom, Presidente della Commissione Petizioni dell’Unione Europea riguardo alla petizione presentata alcuni mesi fa dai Comitati No Tangenziale e portata in discussione lo scorso mercoledì 11 ottobre a Bruxelles, in opposizione al progetto ANAS della Superstrada Vigevano – Magenta.

Nel corso dell’audizione, catturando l’attenzione di tutta l’assemblea, correvano su megaschermi le immagini del territorio e le possibili devastazioni causate dal progetto (vedi tutto).

Agnese Guerreschi, quale prima firmataria della petizione, ha introdotto l’argomento illustrando i motivi dell’opposizione alla costruzione della Superstrada, le numerose irregolarità dell’iter procedurale e, infine, la variazione sostanziale del progetto Stralcio presentato da ANAS nel 2015, in cui viene modificata la finalità dell’opera. Di fatto, da un progetto iniziale che doveva collegare Malpensa alla Tangenziale Ovest di Milano Baggio, ora il tracciato è…

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